In archivio il Gran Premio di Capodarco, la 53esima edizione senza patron Gaetano Gazzoli

CICLISMO - Spenti i riflettori sulla classica sfida internazionale per Under 23 del 16 agosto, arrivano i bilanci per l'ennesimo successo maturato sulle strade del territorio fermano. Le voci dei protagonisti

FERMO – Poco più di mezzo secolo di vita, eppure non li dimostra. Il Gran Premio Capodarco di Fermo-Comunità di Capodarco, gara internazionale per Under 23, ha continuato a regalare emozioni fresche e uno spettacolo sempre coinvolgente.

Un successo a tutto tondo, dal calore del pubblico all’impeccabile organizzazione del Gruppo Ciclistico Capodarco – Comunità di Capodarco, senza dimenticare il rilevante impatto sull’indotto territoriale. La 53esima edizione si è corsa però senza il pilastro Gaetano Gazzoli. La sua mancanza ha lasciato il segno, ma la gara ha dimostrato tutta la vitalità di una tradizione che continua con passione da parte degli organizzatori Simone Gazzoli e Adriano Spinozzi.

La manifestazione ha dovuto fare a meno di un altro punto di riferimento della sua storia e di tutta la Comunità di Capodarco: Don Franco Monterubbianesi. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile, perché era legante tra lo sport e il sociale. In occasione della presentazione delle squadre in Piazza della Repubblica, il giorno della gara, esposta anche la mitica moto gialla con cui Gaetano raccontava le gare attraverso il servizio di Radio Corsa. Quel mezzo e la voce che lo animava rappresentavano l’antesignano di un format che oggi è un punto di riferimento irrinunciabile nel ciclismo, seguito in tutte le corse fino al massimo livello professionistico. Prima della partenza, il consueto omaggio a Fabio Casartelli presso il monumento a lui dedicato è stato quest’anno ancor più carico di commosso ricordo, in concomitanza con lo scoprimento della stele dedicata a Gaetano Gazzoli, realizzata dall’amministrazione comunale e dai residenti del quartiere. A completare questo tributo, si è aggiunto anche un murales sul tornante della strada capodarchese: un unicum a sottolineare la grandezza di Gaetano nel promuovere il ciclismo, la manifestazione e il suo indissolubile legame con Capodarco di Fermo.

Altro punto di forza per il secondo anno di fila, la partenza sul lungomare di Porto San Giorgio. Un’immagine suggestiva che ha ‘allontanato’ per alcuni minuti i bagnanti dalla riva del mare, richiamandoli a godersi lo spettacolo unico delle prime battute di corsa e dei traguardi volanti. Un modo per portare il Gran Premio tra la gente, confermandone il ruolo di evento in grado di trasformare il lungomare in un palcoscenico a cielo aperto. Dopo sei trionfi consecutivi di corridori italiani, l’albo d’oro del Gran Premio Capodarco ha visto il ritorno al successo di un atleta straniero, per la prima volta sloveno, grazie all’impresa di Jakub Omrzel. Il corridore del Bahrain Victorious Devo Team è stato il dominatore assoluto di questa edizione 2025, aggiudicandosi la corsa e diventando così il terzo ciclista a centrare la doppietta Capodarco – Giro Next Gen (ex Giro d’Italia Dilettanti) nello stesso anno. Prima di lui, ci erano riusciti Vladimir Belli nel 1990 e Mattia Cattaneo nel 2011. Tuttavia, per Omrzel si tratta di un ulteriore, storico primato: è il primo corridore straniero a realizzare questa prestigiosa doppietta.

La mattinata del 16 agosto si è aperta con il tradizionale prologo del Gran Premio Capodarco Amatori che ha avuto luogo sul circuito del Grappolo d’Oro e con la parte tecnica-organizzativa condivisa con l’Asd Bicigustando di Sonia Roscioli. Obiettivo podio raggiunto per Francesco Pirro (Team Go Fast), Danilo Celano (Team Go Fast) e Riccardo Stacchiotti (Capitani Minuterie Metalliche) nella prima partenza, Giampaolo Busbani (Team Crainox), Maurizio Mai (Team Stacchetti Jollywear) e Renato D’Ambrosio (Faga Gioielli Team) nella seconda partenza, Mery Guerrini (HG Cycling Team), Maria Cristina Prati (Team del Capitano) e Lucia Paola Capra (Imola Bike) nella fascia femminile.

Simone Gazzoli, presidente del comitato organizzatore: «Non abbiamo mollato, in molti ci sono stati vicini perché mio padre era amato da tutti ed ha dedicato una vita alla corsa. La Regione Marche, il Comune e la Provincia di Fermo, ma anche tutti gli sponsor e le squadre, ci hanno spronato ad andare avanti con l’organizzazione della corsa, sempre più prestigiosa per il nostro territorio perché oggi Capodarco è conosciuto in tutto il mondo. Sono fiero di aver portato avanti l’organizzazione a nome di mio padre e tutti i suoi insegnamenti sono stati preziosi sia per me che per Adriano Spinozzi. È stato uno spettacolo come volevamo noi, proprio in onore di Gaetano. Sono arrivate tante persone a rendergli omaggio oltre a fare il tifo a tutti i corridori. È stata una grande festa, come piaceva a Gaetano con un pubblico che continuava a divertirsi dal lungomare di Porto San Giorgio fino al Muro di Capodarco. Questo era ciò di cui mio padre andava più fiero. Grazie di vero cuore a tutti».

A fargli eco l’altro co-organizzatore Adriano Spinozzi: «Gaetano mi ha trattato come un figlio per oltre trent’anni. Quando è scomparso due mesi e mezzo fa, ci siamo rimboccati le maniche io e Simone Gazzoli ed è stato proprio lui a scuotermi perché era difficile ripartire senza Gaetano. Grazie anche a Don Vinicio Albanesi e alla Comunità di Capodarco, ci siamo messi subito al lavoro. Il campo dei partecipanti è stato qualitativamente molto alto con un degno vincitore che ha lasciato il segno al Giro Next Gen e anche al campionato nazionale sloveno disputato insieme ai professionisti/élite. Infinite grazie a tutti i tifosi, alla Regione Marche, alla Provincia di Fermo, al Comune di Fermo e agli sponsor perché siamo riusciti a realizzare tutto quello che voleva fare Gaetano».

 

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