Centro del Piede Pagliari: quando esperienza e innovazione camminano insieme (Videointervista)

A PIANE DI MONTEGIORGIO si trova il centro podologico della dottoressa Enrica Alessandra Pagliari: più di 33 anni di esperienza, a cui si aggiungono tecniche personalizzate, dispositivi brevettati e un approccio multidisciplinare

Enrica Alessandra Pagliari

Sin dall’apertura, il Centro Podologico per la Cura del Piede è un punto di riferimento per la prevenzione e la cura delle patologie del piede.

Grazie ad una equipe specializzata, a tecniche innovative e a protocolli esclusivi il Centro per la Cura del Piede, con sede nel Centro Medico “San Paolo”, in via Faleriense Est a Piane di Montegiorgio, riesce a seguire pazienti di tutte le età e di tutti i tipi, dal bambino, all’adulto e all’anziano, lo sportivo professionista, ma anche chi soffre di problemi cronici come il piede diabetico.  

Il Centro per la Cura del Piede, dopo un’accurata visita podologica, fornisce trattamenti su misura, e plantari personalizzati. E’ composto da un gruppo di professionisti che mette la salute del piede al centro del benessere accompagnando ogni paziente in un percorso completo che unisce esperienza e innovazione.

Dottoressa Enrica Pagliari, quali sono le caratteristiche di questa realtà pressoché specifica?  Di cosa vi occupate?

«Il centro è attivo da oltre 33 anni, perciò abbiamo acquisito tanta esperienza. Questo fa sì che i nostri percorsi siano il nostro bagaglio. Per questo motivo vengono persone non solo da paesi e province vicine, ma anche da fuori regione. 

Trattiamo la maggior parte delle patologie del piede, dalla più semplice alla più complessa.

Facciamo prevenzione per quello che riguarda il piede diabetico, e possiamo risolvere problemi quali l’appoggio plantare, deformità, dolore del piede o dolore causato dalle unghie grazie ai vari podologi che lavorano all’interno, ognuno con la propria specializzazione.

Realizziamo anche plantari fatti su misura con una tecnica particolare che abbiamo affinato e resa nostra.   

Il centro, inoltre, è specifico nel suo genere proprio perché il paziente, quando arriva, riesce a fare tutto in un’unica giornata, dalla valutazione podologica alla visita biomeccanica e all’ortesi plantare realizzata in giornata. Questo protocollo da noi ideato è pensato soprattutto per tutti quei pazienti che vengono da fuori regione, evitando che debbano venire più volte. 

Ci troviamo in un contesto che è quello del Centro Medico San Paolo, dove il paziente trova anche altri servizi, come il laboratorio di analisi, la radiologia e altri medici specialisti e grazie a questa sinergia riusciamo a svolgere un servizio a 360 gradi».

Abbiamo appena visto che trattate varie patologie del piede. Soffermiamoci sulle problematiche che può riscontrare chi pratica sport come danza e pattinaggio. Quali sono i traumi in cui si possono incorrere e quali i trattamenti podologici consigliati?

«Da noi vengono molti sportivi, come chi gioca a calcio, chi fa ciclismo, etc., etc.  Questo perché utilizziamo diverse tecnologie per lo studio dell’appoggio plantare e proponiamo trattamenti terapeutici specifici proprio per chi fa attività sportiva. La danza e il pattinaggio sono due attività abbastanza complesse, per quello che riguarda il piede che ha una struttura anatomica complessa, ed è composto da 26 ossa, ma la sua complessità sta proprio nel gesto, nel movimento, nella biomeccanica. È un insieme di “tecnologia”, chiamiamola così, tra muscoli e ossa che permette al piede di camminare, ma anche di compiere gesti particolari. 

Nel pattinaggio, su ghiaccio e a rotelle, spesso le patologie sono più di origine traumatica, quindi fratture a ossa e articolazioni o, in parte, patologie di tipo infiammatorio come tendiniti e talloniti. Questo perché in questo sport il piede assume posizioni particolari e di sovente passa da una posizione all’altra in modo molto veloce. 

Pensiamo al passaggio dall’appoggio bipodalico al monopodalico, quindi da due piedi a un piede, o ancora plantigrado, da punta a semi punta. Sono passaggi talmente veloci che il piede deve avere una buona funzionalità. 

Chi pratica danza da diversi anni sa che le ore di allenamento sono tante. Le patologie più frequenti in ordine sono: al primo posto quello della schiena  lombo-sacrale, e al secondo posto ci sono proprio quelle del piede.

Le patologie di tipo infiammatorio possono essere tendinopatie, tendini tirachili, fascite plantare, metatarsalgie. 

Si è predisposti ad alluce valgo, a dita a martello e a calli. 

La callosità è dovuta alla pressione eccessiva sul piede che sta parecchio tempo sulle punte, o al puntale della scarpetta. Molto spesso, poi, sono presenti patologie come onicogrifosi, ispessimenti delle unghie, ematomi subungueali, quindi fuoriuscite di sangue sotto l’unghia, le perionissi, quindi infiammazioni del bordo periungueale.

Il piede, per chi fa danza a un certo livello, è un distretto anatomico molto importante che deve essere tenuto sott’occhio e visto da personale esperto. Noi nel centro facciamo prevenzione a questo livello, riusciamo, con i nostri trattamenti, tecnologie e anche con l’équipe multidisciplinare, a risolvere diverse problematiche.

In particolare, per la danza, abbiamo brevettato dei dispositivi specifici per la protezione dell’avampiede e delle dita, proprio per diminuire tutte quelle che sono le alterazioni traumatiche delle stesse dita e delle unghie».

Non solo danza e pattinaggio, ma anche calcio, ciclismo, ginnastica e tennis: ne abbiamo parlato con il dottor Diego Pagliari, specialista del Centro del Piede. 

Diego Pagliari

 Dottore, ci può parlare dei traumi e dei trattamenti podologici necessari per chi pratica queste attività sportive? 

«Il punto di partenza fondamentale, quando si parla di sport, è avere una conoscenza elevata di biomeccanica alla base, quindi comprendere come si muove il piede già in quelli che sono i gesti normali, quotidiani, come stare in piedi, camminare e correre.

Avendo quello come base poi si può approfondire quello del gesto atletico e l’attività dello sportivo. Ogni sport ovviamente è un mondo a sé stante, i principali appunto sono calcio, tennis, la danza e il ciclismo, quelli che comunque quotidianamente vediamo nel nostro centro. 

Il calcio e il tennis, che possono essere accorpati, sono caratterizzati da cambi di direzioni importanti; quindi il piede e la caviglia, in generale, subiscono frequenti sollevazioni meccaniche che portano a infiammazioni.

Fare una valutazione adeguata ci permette poi di capire qual è la problematica e quindi l’alterazione che colpisce il paziente, per poi trattarlo generalmente con dell’ortesi plantare che serve sia a risolvere il problema che a evitare recidive. Tornando per un attimo alla danza, questo è un mondo a sé stante, da affrontare con due tipi di approcci. Il primo è preventivo, per correggere alterazioni e appoggi, mentre l’altro è successivo e si utilizzano altri tipi di dispositivi come ortesi in silicone o puntali in gel che servono proprio per prevenire e proteggere il piede durante l’attività sportiva.

Nel ciclismo ci sono dei vincoli perché l’atleta, il paziente, è semiseduto, appoggiato sia con le mani sia con il bacino alla sella e anche il piede ovviamente ha una funzionalità diversa rispetto a quello che è il cammino o comunque la corsa. È vincolato ai tacchetti, alla scarpa, e si creano delle sollecitazioni, dei movimenti diversi rispetto a quelli effettuati in altri sport. Nel nostro centro quotidianamente trattiamo queste problematiche e, oltre a quella che è l’esperienza, la visita e poi l’approccio direttamente sui pazienti, ci avvaliamo anche di strumentazioni di diagnostica come la pedana baropodometrica o i sensori che sono una novità. La prima ci permette di vedere l’appoggio del piede libero, mentre i sensori, molto sottili, sono direttamente applicati sul piede e nelle zone d’appoggio importanti all’interno di scarpe di vari tipi e su terreni diversi, potendo ricreare il gesto atletico anche nella quotidianità.

Lei ha evidenziato come in ambito sportivo sia fondamentale anche la cura delle unghie, ci può parlare di quelli che sono i traumatismi che le riguardano e che possono affliggere gli sportivi? 

«Le alterazioni che possono colpire gli sportivi tendenzialmente sono legate all’utilizzo della scarpa o al supporto al piede e portano traumi ed attriti a unghie e dita.  Queste problematiche di solito sono di natura meccanica e creano ispessimenti o deformità delle unghie. Le patologie più comuni sono le onicogrifosi ad esempio, quindi un ispessimento o un’alterazione della forma e della struttura dell’unghia dovuta a un traumatismo che si ripercuote sia sulla stessa, ma anche sulla matrice che è un tessuto spugnoso attaccato all’osso che genera l’unghia. Associata a queste problematiche poi c’è anche l’onicomicosi, un’infezione fungina che colpisce l’unghia. Tendenzialmente vengono pazienti che magari hanno un’onicomicosi dell’unghia e si chiedono come mai non sono colpite le altre. Ciò perché tendenzialmente in questi sport non tutte le unghie sono sottoposte allo stesso conflitto. Generalmente, l’alluce e l’ultimo dito, proprio per la conformazione della scarpa e del piede, sono quelle maggiormente afflitte dal problema.

Un’ulteriore alterazione è dovuta all’unghia incarnita, che ferisce la cute del piede, proprio perché la sua alterata forma porta a lesionare la pelle creando una ferita, un’infezione che non riesce a guarire. Questo avviene finché quel pezzetto di unghia che sta all’interno della pelle non viene estratto, chiedendo poi medicazioni e cure che non portano solo alla risoluzione della problematica, ma devono anche evitare recidive». 

Cura delle unghie: un aspetto fondamentale sottolineato anche dal dottor Danilo Cruciani.

«Per quanto riguarda i traumatismi delle unghie, negli sport citati dai miei colleghi sono tutti accomunati da dei traumatismi ripetuti causati dalle calzature, quindi, da una scarpa stretta come nel caso del calcio, del pattinaggio, del tennis e del ciclismo. O, ancora, da pestoni come nel calcio, o da urti con il suolo come può avvenire nella ginnastica. Inoltre, possono verificarsi delle infezioni micotiche a causa del sudore presente su una superficie raramente pulita oppure dell’umidità che si crea all’interno di una calzatura lavata poco. Oltre a questo, ci sono le classiche unghie incarnite dovute, per l’appunto, al trauma dell’unghia a contatto con la calzatura e fa sì che si ferisca il letto ungueale, il solco ungueale, creando questa ferita che si può infettare».  

Il Centro del Piede si trova nel Centro Medico “San Paolo”, in via Faleriense Est a Piane di Montegiorgio.

Info a: dottenricapagliari@podologiaitalia.org; numero 0734631275 o sul sito www.centropodologicopagliari.it

 

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