«Mal di schiena: la prima causa di assenza per gli operai»

SALUTE - Allenarsi in modo generico spesso non corregge le alterazioni fisiche create dal lavoro in fabbrica. Per questo il primo passo non è l’allenamento, ma una valutazione. Nel metodo Atraining si parte sempre da una valutazione iniziale per capire come ti muovi, dove il corpo sta pagando il prezzo più alto del tuo stile di vita e intervenire prima che il dolore diventi uno stop forzato. La palestra Atraining è in viale Primo Maggio n. 5, a Monte Urano

Se lavori in fabbrica, il dolore alla schiena probabilmente è qualcosa che conosci bene e con cui hai imparato a convivere.
Turni lunghi, ritmi serrati, movimenti ripetuti per ore, carichi da spostare sempre nello stesso modo.
In fabbrica il corpo è uno strumento di lavoro tanto quanto i macchinari e, finché regge, si va avanti, anche quando la schiena tira, il collo è rigido o una fitta arriva ogni volta che ti pieghi.


Uno dei principali problemi è proprio questo: considerare normale un dolore che si ripresenta ogni giorno e che, finché non blocca, non viene preso sul serio. Si lavora lo stesso, si stringono i denti, si cambia movimento senza pensarci troppo pur di arrivare a fine turno.
In questa fase il corpo non si sta adattando in modo sano, ma scarica lo sforzo dove può, irrigidisce alcune zone, perde elasticità e controllo mentre tu continui a chiedergli le stesse prestazioni.
Questi adattamenti, dopo un po’, iniziano a pesare davvero.
Il dolore non resta più confinato in fabbrica: si dorme male, ci si sveglia già stanchi, si iniziano a evitare certi movimenti per paura di restare bloccati.


A quel punto non è più solo un fastidio fisico, ma una sensazione costante di instabilità, la paura che il corpo non regga più come prima e che basti un gesto sbagliato per fermarsi.
Secondo i dati Inail, oltre il 60% delle malattie professionali denunciate in Italia riguarda disturbi muscolari e articolari, in particolare alla schiena, che rappresentano la prima causa di assenza dal lavoro nel settore manifatturiero.
Inoltre, una ricerca pubblicata sull’European Journal of Occupational Health evidenzia come l’esposizione prolungata a posture statiche e movimenti ripetitivi aumenti in modo significativo il rischio di lombalgia cronica nei lavoratori industriali, soprattutto quando manca un’attività fisica strutturata in grado di compensare le richieste del lavoro.
Tradotto in modo diretto: il dolore non arriva per caso e non passa da solo. Ignorarlo significa solo rimandare il momento in cui sarà lui a fermarti: il tempo non risolve, ma peggiora la condizione fino a renderla davvero grave.
L’attività fisica è una soluzione reale per prevenire e risolvere il mal di schiena per chi lavora in fabbrica, ma solo se svolta in modo mirato. Non basta muoversi di più: serve rinforzare le strutture giuste, recuperare elasticità e migliorare il controllo del movimento per permettere al corpo di reggere carichi e ripetizioni senza andare in crisi.


Allenarsi in modo generico spesso non corregge le alterazioni fisiche create dal lavoro in fabbrica. Per questo il primo passo non è l’allenamento, ma una valutazione. Nel metodo Atraining si parte sempre da una valutazione iniziale per capire come ti muovi, dove il corpo sta pagando il prezzo più alto del tuo stile di vita e intervenire prima che il dolore diventi uno stop forzato. Ti offro la possibilità di fare il tuo primo passo con una valutazione gratuita: per ottenerla, clicca il bottone qui e compila il form.

Palestra Atraining

Viale 1° Maggio n°5
Monte Urano (FM) 
Cell. +39 3713822889
Sito Web:
(spazio promo-redazionale)

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