di Giuseppe Fedeli *
Crans-Montana, Capodanno nefasto: si faccia giustizia, e subito!
«Tutto ho perduto dell’infanzia/e non potrò mai più/smemorarmi in un grido. L’infanzia ho sotterrato/nel fondo delle notti/e ora, spada invisibile,/mi separa da tutto. Di me rammento che esultavo amandoti,/ed eccomi perduto/in infinito delle notti (…)»
G. Ungaretti
Persone si abbracciano vicino al bar “Le Constellation”, dopo un incendio e un’esplosione duranteuna festa di Capodanno in cui diverse persone sono morte e altre sono rimaste ferite, secondo la polizia svizzera, nell’esclusiva località sciistica di Crans-Montana, nella Svizzera sud-occidentale, il
1° gennaio 2026. Questi i dettagli a tutt’oggi.
Poche righe sulla tragedia. Doveva essere la festa, il momento clou di una vacanza sulla neve: 47 i morti accertati, situazione critica negli ospedali, molti degli ustionati in prognosi riservata. Capisco l’entusiasmo di giovani, molti dei quali minorenni. Capisco la voglia di fare una cosa
diversa. Posso capire tutto, sono stato anch’io adolescente. La gioventù punta sull’eccesso, non tanto per stupire l’altro-da-sé, ma per scommessa. Nel senso che, esaurita ogni possibilità di divertirsi in seno alla vita stessa, la si vuole superare, straripando per forza di cose nel suo contrario. Una
bottiglia di champagne con dentro un petardo, direzione, il soffitto del bar/discoteca. Dal botto si sviluppa il rogo, che divampa, fino a diventare una trappola. Urla, grida, non c’è più niente da fare. Tanti i corpi bruciati, ancor più alto il numero di chi versa in condizioni disperate, con ustioni in
diverse parti del corpo. Leggerezza?…totale ignoranza di quelle che potevano essere, e sono state, le conseguenze?…Una scommessa che è costata cara. Ma qui le cose stanno diversamente. Nel religioso silenzio e nel rispetto massimo che la situazione impone, va fermamente condannata, se accertata, la negligenza dei gestori del luogo di ballo: i preposti al vaglio giudiziario del caso facciano una istruttoria rapida e, se l’ipotesi accusatoria tiene, mettano immediatamente alla sbarra i responsabili! Non si può resistere alla perdita di una vita, men che meno se ciò è stato causato dalla leggerezza e cupidità altrui. Di là del culto dell’eccesso, la giovinezza è spensieratezza, sana incoscienza: è vita che non aspetta se non di gemmare. Piango i morti e le famiglie che li ricordano. E piango per coloro che non potranno più tornare a una vita normale.
* giudice
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati