Una perdita straziante, un dolore indescrivibile, un vuoto incolmabile. Se n’è andato quest’oggi, all’età di 42 anni, Marco Bordò. Un nome noto in tutto il Fermano e anche oltre i confini locali e regionali, il suo. Bordò, infatti, originario di Fermo, era uno dei personaggi di maggior spicco e tra i massimi esperti su scala nazionale e internazionale del mondo del beverage e dei cocktail. Sommelier, barman, bartender, imprenditore, nonché brand ambassador di prodotti spirits, vantava svariati brevetti nazionali ed internazionali. Ma in tantissimi lo hanno conosciuto e apprezzato per le sue qualità umane prima ancora che professionali dietro al bancone del suo Belle Époque, lo storico locale di Porto San Giorgio che nel 2025 ha compiuto i 21 anni di attività.
Un uomo ironico, empatico e che aveva fatto dell’eleganza e del gusto i suoi must. L’estate scorsa, dopo aver chiuso i battenti del Belle Époque (pur avendo lasciato uno “spiraglio” ai suoi clienti più affezionati sul fatto di non aver forse ancora scritto definitivamente la parola “fine” sul suo locale) si era lanciato in una nuova avventura con il ristorante Figaro, sul lungomare Gramsci. Ma un male incurabile lo ha investito. Lui, però, di tutta risposta, ha mostrato i muscoli. Ha sempre mantenuto quel sorriso un po’ beffardo un po’ scanzonato che lo hanno sempre contraddistinto. E’ stato lui ad aggiornare quotidianamente i tanti amici in apprensione per le sue sorti. E’ stato lui a proferire parole di conforto e coraggio negli occhi di coloro che, al suo cospetto, malcelavano una comprensibile preoccupazione. E’ stato lui a sorridere e a scherzare per sdrammatizzare un quadro clinico apparso fin da subito critico. Non ha mai perso la speranza ma nemmeno quella lucidità e razionalità che erano lo specchio della sua forza. Fino a quando ha potuto.
Oggi se n’è andato. Per sempre. Ma per sempre resterà nei cuori e nei brindisi di tutti coloro, amici e colleghi, che lo hanno conosciuto, apprezzato, stimato e, sì, anche amato per quel suo modo di essere, di mostrarsi, di rendere così affascinante il mondo del beverage. Marco Bordò era così, un ragazzo diventato uomo amando il suo mestiere e il suo mondo, quello del beverage si diceva, che era prima di tutto una passione, e come tale da trasmetterla, dall’alto della sua esperienza e conoscenza a dispetto della giovane età, con una semplicità e una modestia quasi ammalianti.
Bordò lascia la moglie Alessandra, compagna nella vita e anche al Belle Époque, la mamma Paola, il papà Bruno, il fratello Fabio e tutta la sua famiglia. Ma non li lascia davvero, non lascerà mai, chi lo ha conosciuto lo sa bene, i suoi affetti, i suoi familiari, i suoi amici. E non lascia nemmeno i suoi clienti con cui riusciva ad instaurare quel legame quasi alchemico di confidenza. Magari qualcuno questa sera brinderà per lui, simbolicamente anche con lui, brinderà al suo ricordo, ai suoi insegnamenti, alla gioia di vivere che ha mostrato fino all’ultimo, con la certezza che da lassù Marco ricambierà con un calice d’amore e di gioia.
La camera ardente è allestita nella casa funeraria Cifani nel quartiere Conceria di Fermo, in via Carlo Cattaneo (dalle 8 alle 22) mentre i funerali si terranno domenica prossima alle 11,15 nella chiesa dell’Immacolata, a Caldarette Ete di Fermo.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati