I tentativi di truffa telematica si fanno sempre più frequenti e creativi, portando le forze dell’ordine ad essere sempre vigili ed attente.
Nei giorni scorsi i Carabinieri della Stazione di Porto San Giorgio, a seguito di una querela per truffa online, hanno denunciato un sessantenne italiano, il quale, utilizzando la tecnica dello “spoofing telefonico” e fingendosi un operatore bancario, ha inviato un sms per richiedere l’autorizzazione di una transazione di 4.900,00 euro, contenente l’invito a contattare un’altra utenza per disconoscere l’operazione. Solo dopo aver stabilito un contatto telefonico, ha fornito alla vittima le istruzioni telefoniche riuscendo, con artifizi e raggiri, a farsi accreditare il citato importo sul proprio conto corrente.
A Monte Urano invece i Carabinieri della locale Stazione, al termine di accurate indagini hanno denunciato due persone, un ventenne e un trentenne italiani, autori in concorso di una truffa ai danni di un uomo del posto. I due, con il pretesto di vendere on-line alcuni ricambi per un motociclo, hanno ingannato la vittima inducendola ad accreditare su un conto corrente a loro riconducibile, la somma di euro 500,00, per poi rendersi irreperibili.
A Montottone, i Carabinieri della locale Stazione hanno poi denunciato tre persone: una donna italiana, un ventenne e una quarantenne del Bangladesh, autori in concorso di una truffa ai danni di una donna del posto. I tre, utilizzando la predetta tecnica dello “spoofing telefonico” e quindi inducendo in errore la vittima, le hanno fatto eseguire un bonifico di 2.800 euro in loro favore, carpendo anche le credenziali di accesso all’home banking, per poi rendersi irreperibili.
A Pedaso, i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato due persone, un uomo e una donna entrambi italiani. I due, come accertato anche mediante l’analisi dei filmati di videosorveglianza e della documentazione bancaria, hanno contattato la vittima mediante un servizio di messaggistica istantanea e promettendo facili guadagni derivanti dall’acquisto di valuta elettronica “Bitcoin”, sono riusciti a farsi accreditare su conti correnti bancari a loro intestati l’importo complessivo di 1.700 euro.
L’attività dei Carabinieri dimostra che meticolose indagini possono portare a risultati concreti e quanto la prevenzione sia fondamentale per proteggersi da tali odiose truffe.
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