Botta e risposta Calcinaro-Cesetti sulla sanità in Consiglio regionale

SANITA' - L'assessore Calcinaro sottolinea «le chiusure dei Pronto Soccorso di Sant'Elpidio, Montegiorgio e Porto San Giorgio hanno congestionato quello di Fermo. Il fenomeno del boarding va superato con aumento posti letto». La replica di Cesetti: «Calcinaro non è qui a fare uno stage e non può dire bugie come quando sostiene che io avrei chiuso i pronto soccorso di Sant’Elpidio a Mare, Montegiorgio e Porto San Giorgio».

Da sin. Fabrizio Cesetti e Paolo Calcinaro

L’interrogazione numero 43 nel Consiglio Regionale di oggi, in merito alla «carenza personale medico dipendente presso il pronto Soccorso di Fermo e la scadenza dei medici gettonisti» è stata l’occasione per l’ennesimo botta e risposta tra l’Assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro e il consigliere Fabrizio Cesetti.

E’ andato nello specifico Calcinaro: «La storia del Pronto Soccorso di Fermo è travagliata. Sa benissimo Cesetti che ci sono state chiusure di punti fondamentali di un territorio, con un solo ospedale di riferimento come Fermo, quali Sant’Elpidio a Mare, Montegiorgio e Porto San Giorgio. Erano presidi che andavano valorizzati nei maggiori dei modi perché era chiaro che tutto si andava ad intensificare su Fermo. Il boarding, ovvero lo stazionamento delle barelle, che fa lavorare male è un fenomeno che si combatte solo con maggiori posti letti disponibili. Stiamo cercando proprio di aumentare i posti letto (di fatto criticando la prima pianificazione, ai tempi della giunta Ceriscioli in cui Cesetti era assessore al Bilancio), e lo faremo, per l’Ospedale di Fermo.Per supportare questa situazione». L’assessore alla Sanità in aula ha anche ricordato, replicando di fatto alle critiche di Cesetti sull’affollamento del reparto, che nel periodo delle ultime festività, il Pronto Soccorso di Fermo ha fatto registrare una media di accessi inferiore a quella sull’intero 2025.

Immediata arriva la replica all’interrogazione dello stesso Fabrizio Cesetti: «Calcinaro non sta facendo uno stage, ma è un componente della giunta regionale con delega alla Sanità, una delega a cui è destinato oltre il 75% delle risorse previste dal bilancio regionale. Non può, quindi, permettersi il lusso di essere superficiale, specialmente quando parliamo di un servizio delicatissimo e in grande difficoltà come quello dell’Emergenza Urgenza, né può dire bugie, come quando sostiene che io avrei chiuso i pronto soccorso di Sant’Elpidio a Mare, Montegiorgio e Porto San Giorgio. Non può e non deve permetterselo perché ruoli come il suo vanno svolti con disciplina, quindi studiando, e onore, cioè dicendo sempre la verità».

«Calcinaro dovrebbe sapere – continua Cesetti -: che io mi sono sempre occupato della sanità regionale e quindi non, come lui pensa, solo negli ultimi tre mesi, da quando è assessore. Non si dia troppa importanza! Io mi rivolgo sempre al presidente Acquaroli che sta lì da sei anni. Se Calcinaro negli ultimi dieci anni è rimasto distratto, si vada a rileggere la storia di questa regione e soprattutto della nostra provincia. Una storia che dice chiaramente che l’ospedale di Fermo è stato da me prima deciso e programmato come presidente della Provincia, e poi finanziato con 111 milioni di euro (gli unici spesi fino a oggi) quando ho ricoperto l’incarico di assessore regionale al Bilancio. Così come, subito dopo il sisma del 2016, nel medesimo ruolo, finanziai il nuovo ospedale di Amandola. Ma la storia dice anche che sempre nel quinquennio 2015-2020, il centrosinistra inaugurò la Casa di Comunità per le cure intermedie di Sant’Elpidio a Mare e stanziò 4,1 milioni di euro per la ristrutturazione dell’Ospedale di Comunità di Montegiorgio».

«Il problema – conclude Cesetti – è che oggi né Acquaroli né tanto meno Calcinaro sono stati in grado di rispondere in modo convincente alla mia interrogazione, che non faceva altro che raccogliere le decine di segnalazioni che ho ricevuto da tutte le Marche, non solo da Fermo, durante le festività natalizie a proposito di pronto soccorso al collasso, con ore e ore di attesa per gli utenti, guardie mediche assenti in tantissimi comuni, mancanza di personale qualificato, come denunciato a Macerata dalla stessa Ast. Ecco, invece di fare propaganda e alimentare polemiche, Calcinaro, se ne è in grado, si metta a studiare e impari a gestire le pressioni che arrivano dai territori, non certo da Cesetti. Oppure valuti di farsi affidare un incarico più alla sua portata».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti