Guido Di Fabio: «La Fermana ha tutte le carte in regola per vincere il campionato»

ECCELLENZA - La bandiera e capitano gialloblù dei tempi d'oro del professionismo non ha dubbi: «L'esperienza di mister Augusto Gentilini è un punto di forza, Trodica prima avversaria dei canarini per il balzo in Serie D». Restando in categoria ed in provincia, con i medesimi colori, l'attuale tecnico del Mosciano conclude: «Montegranaro, Eddy Mengo sfortunato. Auguro a Gabriele Baldassarri di ritrovare subito la rotta sulla panchina calzaturiera»

Guido Di Fabio al centro del prato del “Bruno Recchioni”. Sullo sfondo i gradoni della Curva Duomo, in un’immagine prelevata dal centenario della società

di Redazione

FERMO – Un’indelebile bandiera gialloblù, un capitano senza tempo.

Guido Di Fabio, tecnico del Mosciano, compagine al momento protagonista della griglia playoff dell’Eccellenza abruzzese, è una figura incastonata negli annali dei ricordi calcistici gialloblù quale granitico centrocampista con la fascia al braccio, e non solo, della scalata che portò l’allora Fermana Calcio 1920 dapprima dalla Serie C2 alla C1, con l’impresa di Ferrara culminata con la vittoria sul Livorno all’epilogo della finale playoff nel 1996 e non da meno successivamente, nella primavera del 1999, piazzandosi sul tetto della Serie C1 per l’incancellabile approdo in cadetteria.

Le recenti pagine di storia canarina non sono, purtroppo, condite da medesima gloria e gratificazione dato atto le recenti e ravvicinate retrocessioni, a portare i gialloblù di oggi nella discesa dal primo gradino dei professionisti alla Serie D, ed in rapida sequenza dalla quarta serie calcistica nazionale al principale circuito regionale, l’Eccellenza. Dopo tanta amarezza figlia del campo, ecco però che la Fermana edizione 2025/26, griffata Sergio Filipponi nel ruolo di direttore sportivo e con l’esperto Augusto Gentilini in panchina, sta con merito invertendo la rotta, guardando tutti dall’alto verso il basso considerato il momentaneo primato di torneo. All’indomani del successo esterno maturato in quel di Civitanova Marche, e nella settimana che sfocia con il big match interno di alta quota contro il Trodica vicecapolista, il capitano degli anni d’oro gialloblù si esprime per come segue in avvio del girone di ritorno.

Di Fabio, dopo un biennio sportivo caratterizzato da amarezze, culminato con una doppia retrocessione, ecco finalmente una Fermana protagonista in positivo, con il momentaneo primato nell’Eccellenza regionale. Come vede il torneo dei canarini?

«Dopo tante vicissitudini societarie, e due cadute sportive verso il basso, non era di certo facile affrontare la stagione corrente da protagonisti ed avere risposte di questo tipo sul campo. Conoscendo però chi sta dando una mano alla proprietà, come Marino Marini, non mi stupisco. Vedo infatti attorno allo zoccolo duro gialloblù persone serie, che faranno di tutto per riportare la Fermana dove merita. Sono ovviamente dispiaciutissimo per le recenti annate amare. Faccio sempre un tifo sfrenato, seppur a distanza, per i colori gialloblù che mi sono rimasti nel cuore, ed ora sono davvero felice per il momento positivo della squadra e della piazza».

Fermana di stagione caratterizzata da un gioco spumeggiante, votato all’attacco. Quali sono, a suo avviso, i punti di forza del collettivo gialloblù?

«Non ho visto dal vivo la squadra quest’anno, ma se il Mosciano una volta giocherà di sabato, ed i canarini di domenica, non mancherò di tornare allo stadio “Recchioni” per seguirla da vicino. La garanzia a mio avviso è rappresentata da mister Gentilini, un tecnico che conosco benissimo. L’ultima volta che ha allenato, Augusto ha raggiunto una salvezza in C che ha del miracoloso, sedendo sulla panchina della Triestina. Ha un curriculum di spessore, che ha poco a che fare con queste categorie, ma del resto è anche vero che quando arriva la chiamata da Fermo non si può dire “no” alla Fermana. Gli auguro di vincere il campionato. Se i ragazzi seguiranno il tecnico sino alla fine, proprio come stanno facendo ora, staccare il pass diretto per la Serie D credo sia davvero una cosa plausibile».

Lo storico capitano della Fermana Calcio 1920 in panchina nelle vesti di tecnico

Chi, secondo lei, tra Trodica, K Sport Montecchio, Osimana o altre compagini di vertice del girone sarà la principale antagonista dell’undici fermano per la conquista del torneo di Eccellenza?

«E’ un campionato durissimo ed equilibrato. Ci sono tante squadre agguerrite, oltre quelle ad ora più quotate in classifica e citate nella domanda. Chiaramente il Trodica ha una formazione di un certo spessore, con elementi importanti che giungono da categorie superiori. Non paga, la relativa società sta ancora facendo qualcosa dal punto di vista del mercato per rinforzarsi e riprendere la Fermana lassù in vetta. Credo quindi che, per i motivi esternati poco fa, l’avversaria diretta dei canarini per la somma gloria di stagione sia proprio la matricola maceratese».

Restando nel cromatismo gialloblù della provincia, sponda veregrense, con il passaggio da mister Eddy Mengo sotto la rinnovata gestione di Gabriele Baldassarri, il Montegranaro (alla luce anche del recente successo esterno di Urbino) riuscirà a risalire la china verso lidi più solidi di classifica?

«La classifica è corta e c’è tutto il tempo per passare addirittura da una situazione di playout a quella opposta di playoff. Mi dispiace per Eddy e per il fatto che non sia riuscito a fare il campionato che si era prefissato ad inizio stagione. Mengo è stato un mio compagno di squadra e l’ho affrontato in Serie D da allenatore, quando sedeva sulla panchina del Montegiorgio. E’ un tecnico preparato, che sa fare bene il suo lavoro, è solo incappato in una stagione sfortunata. Auguro ora a mister Baldassarri di risollevare presto la squadra calzaturiera e di poter lottare per posizioni importanti di classifica».


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