Yuasa, il tifo del piccolo Thomas e i 2454 grazie

PORTO SAN GIORGIO - Tra le gradinate gremite c’è anche la storia di Thomas (nella foto con il papà e il prefetto D'Alascio), appena due mesi di vita, arrivato al PalaSavelli insieme a mamma e papà per vivere il suo primo derby marchigiano da tifoso della Yuasa. Un dettaglio solo in apparenza marginale, che invece racconta molto più di qualsiasi tabellino. Racconta di famiglie che scelgono la pallavolo come spazio sicuro, come luogo di incontro, come occasione per stare insieme e respirare bellezza anche quando il risultato non può essere quello che speri

Il piccolo Thomas qui con il papà e il prefetto D’Alascio



In un mercoledì sera di metà gennaio, con l’inverno che invita a restare a casa e un pronostico che lasciava pochi margini all’immaginazione, il PalaSavelli e il territorio hanno risposto presente. I 2454 spettatori accorsi per il derby marchigiano tra Yuasa Battery Grottazzolina e Cucine Lube Civitanova hanno scelto di dedicare tempo, attenzione ed energia a un appuntamento che, almeno sulla carta, aveva un esito largamente prevedibile. Una scelta tutt’altro che scontata, che merita di essere raccontata e valorizzata.
Il campo ha confermato la differenza di valori, ulteriormente amplificata dalle numerose assenze in casa Yuasa, falcidiata dagli infortuni e costretta a presentarsi al via in condizioni di emergenza. La Lube ha imposto il proprio ritmo, portando a casa una vittoria netta e meritata. Ma se lo spettacolo tecnico si è sviluppato in modo quasi unidirezionale, quello che si è visto sugli spalti è stato molto di più: un pubblico partecipe, composto, presente, capace di trasformare il derby in un momento di condivisione autentica.

Tra quelle gradinate gremite c’è anche la storia di Thomas (nella foto con il papà e il prefetto D’Alascio), appena due mesi di vita, arrivato al PalaSavelli insieme a mamma e papà per vivere il suo primo derby marchigiano da tifoso della Yuasa. Un dettaglio solo in apparenza marginale, che invece racconta molto più di qualsiasi tabellino. Racconta di famiglie che scelgono la pallavolo come spazio sicuro, come luogo di incontro, come occasione per stare insieme e respirare bellezza anche quando il risultato non può essere quello che speri. Thomas ha vissuto un derby di Superlega della sua Grottazzolina, un evento storico cui magari ne seguiranno tanti altri nel futuro più o meno prossimo, o magari no. Ma proprio perché nella favola di Grottazzolina in Superlega non c’è mai nulla di scontato (altrimenti che favola sarebbe…), Thomas e la sua famiglia hanno deciso di esserci, un momento da cristallizzare qui e ora perché esserci è comunque importante, sempre.

Il derby Yuasa-Lube è stata una vera serata di sport vissuta in tribuna, ed è proprio lì che si è colto il senso più profondo dell’evento: la pallavolo di alto livello come rifugio pacifico e accessibile, capace di unire generazioni diverse sotto lo stesso tetto, di offrire uno spettacolo che va oltre il punteggio. In uno dei campionati più competitivi e affascinanti del mondo, anche una partita dal risultato segnato può diventare una serata speciale. E questo, ancora una volta, un intero territorio lo ha capito dimostrando di saperla rendere tale.


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