Autotrasporto, Minnetti (Cna): “Bene lo stop al divieto di compensazione delle accise, ma il 2026 si apre tra rincari, cantieri e nuovi pedaggi”

AUTOTRASPORTI - il presidente Cna Fita Fermo applaude la scelta di divieto di compensazione delle accise sul gasolio per autotrazione, che salvaguardia la liquidità aziendale, ma al contempo esprime preoccupazione per i rincari di gasolio e pedaggi, oltre ai cantieri infiniti sull'A14, che mettono a dura prova le aziende del settore

Cancellato il divieto di compensazione delle accise sul gasolio per autotrazione previsto nella versione iniziale della Legge di Bilancio 2026. Le imprese dell’autotrasporto potranno continuare a compensare i crediti d’imposta derivanti dal rimborso delle accise con i contributi previdenziali e assistenziali dovuti, evitando così un pesante impatto sulla liquidità aziendale che avrebbe messo in seria difficoltà soprattutto le piccole e medie imprese del settore.

«È un risultato molto importante per le nostre imprese – commenta il presidente Cna Fita Fermo, Gianluca Minnetti – che scongiura il rischio di una grave crisi di liquidità. Senza la cancellazione di questa norma, molte aziende si sarebbero trovate a dover anticipare risorse ingenti, con un esborso medio annuo di decine di migliaia di euro, difficilmente sostenibile».

Alla soddisfazione per questo risultato si affianca però un’altra misura contenuta nella Manovra cioè l’aumento delle accise sul gasolio previsto dal 1 gennaio 2026. La Legge di Bilancio stabilisce infatti un incremento di 4,05 centesimi al litro, nell’ambito del percorso di progressivo allineamento dell’accisa del gasolio a quella della benzina: «Si tratta di una scelta che penalizza in modo particolare una parte rilevante del comparto – evidenzia il presidente Minnetti – cioè i veicoli di massa complessiva inferiore a 7,5 tonnellate, che non beneficiano di alcun meccanismo di recupero dell’accisa. Per queste imprese l’aumento si tradurrà in un aggravio diretto dei costi di esercizio, in una fase già segnata dall’aumento generalizzato delle spese e dalla necessità di rinnovare il parco mezzi».

A complicare ulteriormente il quadro è la situazione della A14 nel tratto Marche sud, dove la ripresa dei cantieri continua a generare forti disagi per il traffico merci: «I lavori sono ripartiti e i rallentamenti sono ormai strutturali – sottolinea il Presidente Cna Fita Fermo – con tempi di percorrenza sempre più imprevedibili, maggior consumo di carburante e difficoltà nel rispettare le consegne. Tutto questo comporta ulteriori costi che gravano sulle imprese di autotrasporto».
Dal 1 gennaio 2026, inoltre, è scattato anche l’aumento dei pedaggi autostradali, dopo la cancellazione dei blocchi agli adeguamenti tariffari. «È inaccettabile – conclude Minnetti – che a fronte di cantieri infiniti e di una viabilità fortemente compromessa si aggiunga anche l’aumento dei pedaggi. Così si mette ulteriormente sotto pressione un settore strategico per l’economia del territorio e per l’intero sistema produttivo».

Cna Fita Fermo ribadisce la necessità di un confronto urgente su fiscalità, infrastrutture e costi di esercizio, affinché le politiche di sostenibilità e ammodernamento non si traducano in un ulteriore aggravio per le imprese dell’autotrasporto.


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