di redazione CF
Che ormai arrivare agli sgoccioli di un qualsivoglia appuntamento elettorale senza un nome di un candidato sindaco sia diventato un leit-motiv è cosa arcinota. E Fermo sembra non avere alcuna intenzione di invertire la rotta. O forse no? A distanza di pochi mesi dalle elezioni comunali della primavera prossima, ancora non si conoscono le identità dei candidati sindaci delle varie compagini in lizza. Anche se ci sono i primi “lampi”.
Come quello dell’attuale assessore al Bilancio, Alberto Scarfini. E un suo post “parla”: “Come sempre tra i fermani, felice di sentire la spinta di tanti per continuare il lavoro svolto per la nostra città. Io ci sono“. Insomma l’assessore sembra pronto a scendere in campo. Anzi, diciamoci la verità, da mesi starebbe “studiando” proprio da candidato sindaco. E il like di Calcinaro non si è fatto attendere. L’assessore, “delfino” dell’ex primo cittadino, oggi assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, potrebbe già godere dell’appoggio di una buona fetta dell’ala civica dell’amministrazione comunale. Ma da qui a dire che anche i partiti lo appoggeranno, ce ne passa. Almeno per il momento. Nomi di bandiera, per il centrodestra, ancora non ne circolano. Dunque il centrodestra potrebbe correre con un proprio nome (per poi trovare l’accordo post elettorale o ricorrere all’apparentamento con l’oggi assessore al Bilancio in caso di ballottaggio?). Ma se non si dovesse arrivare alla quadratura del cerchio, alias coalizione prima del voto, per Scarfini la partita potrebbe complicarsi.
Tornando al post, quello di Scarfini, è arrivato a poche ore di distanza dal comunicato stampa proprio dei partiti di centrodestra che hanno annunciato che, alle prossime elezioni fermane, correranno insieme e con i simboli. Una nota, dunque, che non è di certo passata inosservata.
Vedasi il commento su Fb dell’ex sindaco e oggi assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, a poche ore dal comunicato del centrodestra, non sprizzava certo gioia e soddisfazione: “Credevo fosse finita l’epoca in cui la politica a Fermo veniva decisa da altri comuni, eppure…“. Anzi, sembra una strigliata al centrodestra, un disappunto nemmeno troppo velato.
Intanto ieri sarebbero volati gli stracci in giunta tra gli assessori fermani Mauro Torresi e Annalisa Cerretani. Vecchie ruggini acuitesi con l’approssimarsi del voto?
Cambiando fronte, il centrosinistra non se ne sta con le mani in mano. Il Pd è impegnato anche a districarsi sulla nomina del nuovo segretario provinciale e, allargando lo spettro, è innegabile che il centrosinistra abbia perso una “punta di diamante”: l’ex presidente del Consiglio comunale, Francesco Trasatti (La Città che Vogliamo), è stato infatti nominato presidente del conservatorio Pergolesi di Fermo e non sembra minimamente intenzionato a mollare la carica al Pergolesi. L’uscita di scena di Trasatti ha fatto guadagnare posizioni all’ex primaria Luisanna Cola. In casa Pd, comunque, sul fronte “elezioni fermane” tutto tace anche se incontri, confronti e strategie sono work in progress. Quelli della lista di Trasatti, ossia La Città che Vogliamo, hanno già fatto sapere di essere pronti per la competizione, essendosi organizzati anche con un direttivo, mentre il M5S invita tutti ad interessarsi della questione “voto”. E anche in questo caso, l’appello suona come una “chiamata alle armi”, con i pentastellati presenti e pronti a dare battaglia. Stesso dicasi per Avs, la prima formazione a uscire allo scoperto con la richiesta di un tavolo di confronto con tutte le forze di centrosinistra, richiesta subito spalleggiata da Rifondazione Comunista.
E poi, tornando sui rumors “nomi” da mesi, e uscendo dal bipolarismo, circola anche quello dell’ex sindaco Saturnino Di Ruscio che, dopo lo strappo con FdI, potrebbe tentare nuovamente la corsa elettorale fermana.
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