Alla fine il comitato Pro Palestina ha dovuto cambiare location. Non sarà la città di Porto Sant’Elpidio, domenica 18 gennaio, ad ospitare l’iniziativa: “Disarmiamo il futuro”. L’incontro infatti organizzato per andare contro l’economia di guerra e il colonialismo non andrà in scena nel polo culturale Beniamino Gigli, in piazza Garibaldi, ma si terrà nella città di Fermo all’interno dei locali della Croce Verde cittadina a partire dalle ore 17.
«Gentile sindaco, siamo tutti d’accordo che non si deve dare una sala pubblica per veicolare bufale, falsità o per istigare alla violenza, al razzismo, ecc… – spiega Linda Maggiori, giornalista freelance e tra le promotrici e partecipanti all’evento – Ma non c’è scritto da nessuna parte, credo, che non si debba dare una sala pubblica per discutere del riarmo in corso e delle aziende locali coinvolte. Nelle sale pubbliche è severamente vietato parlare delle problematicità causate dalle aziende private al bene pubblico? Nelle sale pubbliche i cittadini possono discutere di problemi pubblici, non gli si tappa la bocca e gli si toglie la sala non appena fanno il nome di un imprenditore locale. D’altro canto, se il primo cittadino invece è a conoscenza di falsità, lo invito a ribattere sul merito. Io credo che sia grave che un sindaco si faccia paladino delle aziende private, (che sanno benissimo difendersi da sole), negando spazi pubblici alla cittadinanza che vuole riflettere sul coinvolgimento di queste aziende nel riarmo e nelle guerre in corso. Negare la sala vuol dire screditare anche tutti noi relatori come se fossimo tutti venditori di bufale».
Maikol Di Stefano
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