Calcinaro risponde agli attacchi del centrosinistra: «Ottanta posti letto in più per il Fermano»

SANITÀ - «Ci tengo a mettere qualche punto fermo riguardo la sanità, soprattutto a chi pontifica dal centrosinistra marchigiano, proprio quello che ha chiuso i pronto soccorso nei territori» dichiara l'assessore regionale, che promette maggiori investimenti in termini di personale e posti letto in tutta la regione

Paolo Calcinaro

L’ assessore alla sanità Paolo Calcinaro si difende dagli attacchi ricevuti negli ultimi giorni dal centrosinistra sul proprio operato e lo fa elencando le azioni apportate in questi primi mesi di mandato e le novità previste nel futuro prossimo, con le quali potenziare il sistema sanitario marchigiano. Per quanto riguarda il Fermano, l’ex sindaco del capoluogo annuncia 80 posti letto in più oltre a quelli del nuovo ospedale di Campiglione. 

«In nemmeno tre mesi da quando sono stato eletto Assessore alla Sanità: abbiamo autorizzato il finanziamento di quattro piani straordinari assunzioni per le province di Pesaro, Macerata, Fermo e Ascoli che porteranno entro giugno 300 tra medici, infermieri e Oss su questi territori a tempo indeterminato – dichiara Calcinaro – ad inizio di questa settimana approveremo anche il piano straordinario assunzioni per l’anconetano con numeri importanti. Ampliato e non tagliato, il budget di spesa per tutte le aziende sanitarie per il 2026. Entro fine estate avremo oltre 500 posti letto in più in tutte le Marche con relativo personale per aumentare le possibilità di ricovero e, ci tengo a dirlo perché è la provincia più carente numeri alla mano, il fermano da qui ad un anno ne avrà altri ottanta in più rispetto ai 500 e rispetto anche a quelli previsti nel nuovo ospedale di Campiglione»

«Entro fine mese daremo la possibilità a tutte le aziende sanitarie di superare il tetto di spesa per le assunzioni, che viene imposto dallo Stato, quindi altri posti per ogni azienda che in pianta stabile si aggiungeranno a quelli dichiarati sopra e aggiuntivi alle sostituzioni dei pensionamenti – aggiunge l’ assessore – questi sono tutte azioni reali, prospettive certe e non sperate, con soldi spendibili. E le abbiamo studiate in nemmeno tre mesi. Per vederle sul territorio, sugli ospedali, nei pronto soccorso ovviamente serviranno alcuni mesi e per qualche azione anche un anno: chi pensa che si fa con la bacchetta magica… evidentemente sbaglia. Per carità, tra un anno i problemi non spariranno, li avremo sempre ma avremo anche molte soluzioni in più. Poi certo, che negli scorsi decenni chi ha chiuso ospedali e pronto soccorso nella nostra regione, facendo finta di nulla, potrà continuare comunque a gridare perché di cose che non vanno ne resteranno fisiologicamente. Personalmente in meno di tre mesi di più non potevo». 


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