Lotta alle truffe, i Carabinieri denunciano 13 persone

TRUFFE - Dai finti Bitcoin a vendite fasulle, diversi i tentativi di truffa bloccati dai Carabinieri negli ultimi giorni, che hanno portato a svariate denunce

di redazione CF

Continua la lotta alle truffe da parte delle forze dell’ordine, in particolare quelle online.

A Pedaso, i militari della locale Stazione Carabinieri hanno denunciato una donna di circa 30 anni e un uomo di circa 20 anni residenti fuori provincia, identificati come autori di una truffa online. Attraverso la piattaforma di messaggistica “Telegram”, promettevano facili guadagni derivanti dall’acquisto di valuta elettronica “Bitcoin”, riuscendo a farsi accreditare indebitamente la somma complessiva di 1.700 euro su conti correnti a loro intestati.

Sempre a Pedaso, la stessa Stazione Carabinieri ha denunciato sette persone, di età compresa tra i 27 e i 47 anni, tutte residenti fuori provincia. Gli indagati, prospettando alla vittima un falso rimborso Inps e fornendo istruzioni per riceverne il corrispettivo, la inducevano ad effettuare plurimi bonifici bancari per un totale di 31.500 euro. Le indagini hanno permesso di ricostruire il sistema fraudolento grazie all’analisi dei tabulati telefonici e della documentazione bancaria.

A Montottone, i militari della locale Stazione Carabinieri hanno denunciato tre persone: una donna di 43 anni residente fuori provincia, un giovane di 22 anni straniero domiciliato fuori provincia e una donna di 36 anni straniera domiciliata fuori provincia. I tre, con il pretesto di evitare il blocco del conto corrente della vittima, una studentessa del posto, la convincevano a effettuare un bonifico di 2.800 euro a favore di uno di loro, riuscendo inoltre a carpire le credenziali di accesso all’home banking prima di rendersi irreperibili.

Infine, a Santa Vittoria in Matenano, i militari della locale Stazione Carabinieri hanno denunciato un uomo di 37 anni, straniero residente fuori provincia, responsabile di frode informatica e indebito utilizzo di strumenti di pagamento. L’indagato, riuscendo a carpire i dati informatici relativi a un conto corrente intestato a un libero professionista del posto, trasferiva indebitamente la somma di 1.100 euro su un conto a lui riconducibile.

Queste operazioni dimostrano l’attenzione costante dei Carabinieri nel contrasto alle truffe e ai reati informatici e dell’efficacia delle indagini condotte e sottolinea l’importanza della prevenzione e della vigilanza contro truffe, sempre più diffuse e fantasiose. La collaborazione tra cittadini, esercenti e forze dell’ordine resta fondamentale per contrastare questi fenomeni e tutelare la legalità.


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