«Anche i camionisti vengono traditi dal mal di schiena»

SALUTE - Nel metodo Atraining si parte sempre da una valutazione iniziale per capire come ti muovi, dove il corpo sta pagando il prezzo più alto del tuo stile di vita e intervenire prima che il dolore diventi uno stop forzato. Ti offro la possibilità di fare il tuo primo passo con una valutazione gratuita. La Atraining si trova a Monte Urano, in viale Primo Maggio n. 5

Dopo otto o dieci ore di guida, scendere dal camion senza sentire la schiena rigida non è più la norma per molti autisti di mezzi pesanti. 

Chi lavora nell’autotrasporto passa gran parte della giornata seduto, esposto a vibrazioni continue, con poche reali possibilità di cambiare postura, con carico e scarico della merce che spesso arrivano quando il corpo è già affaticato. 

È una condizione di lavoro che mette la schiena sotto stress costante e che colloca i camionisti tra le categorie più colpite dal mal di schiena legato all’attività lavorativa. 

All’inizio il dolore è sopportabile: una tensione lombare che compare a fine tratta, una rigidità quando ci si alza dal sedile, la sensazione di dover “sciogliere la schiena” prima di riuscire a camminare normalmente. 

Con il tempo, però, questi segnali smettono di essere occasionali. 

Le vibrazioni del mezzo, la seduta prolungata sempre nella stessa posizione e la scarsa variabilità di movimento portano il corpo ad adattarsi male: alcune zone si irrigidiscono per protezione, altre vengono sovraccaricate, e il dolore diventa più frequente, più profondo, più difficile da recuperare anche con il riposo. 

È in questa fase che scendere dalla cabina richiede qualche secondo in più, il sonno non è davvero ristoratore e la schiena inizia a dare fastidio già dalle prime ore della giornata lavorativa. 

Continuare a lavorare sopra a questi segnali significa aumentare il rischio di blocchi improvvisi, assenze forzate dal lavoro e calo di concentrazione alla guida o addirittura soste forzate durante l’orario di lavoro, con conseguenze che possono diventare serie anche sul piano professionale. 

Le ricerche lo confermano: studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro indicano che gli autotrasportatori presentano un’alta incidenza di disturbi muscoloscheletrici, in particolare lombalgia, a causa dell’esposizione prolungata a vibrazioni corpo intero e posture mantenute nel tempo. 

In questi casi la soluzione non è fermarsi del tutto né affidarsi a rimedi temporanei, ma introdurre un’attività fisica mirata che aiuti il corpo a tollerare meglio le ore di guida, recuperare mobilità, rinforzarsi in modo intelligente e distribuire correttamente i carichi, riducendo lo stress continuo sulla colonna. 

Non serve strafare ma allenarsi il giusto, bastano 2 ore di attività a settimana con il corretto movimento. Muoversi bene non serve solo a ridurre il dolore, ma a prevenire quei blocchi che rischiano di fermare il lavoro da un giorno all’altro. 

Nel metodo Atraining si parte sempre da una valutazione iniziale per capire come ti muovi, dove il corpo sta pagando il prezzo più alto del tuo stile di vita e intervenire prima che il dolore diventi uno stop forzato. Ti offro la possibilità di fare il tuo primo passo con una valutazione gratuita: per ottenerla, clicca il bottone qui e compila il form.

Palestra Atraining

Viale 1° Maggio n.5
Monte Urano
Cell. +39 3713822889
Sito Web:

 


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