Alberto Federico Marini, ambasciatore dei Sibillini e cittadino del Mondo

AMANDOLA – Da sempre fa della valorizzazione della propria terra una missione e un atto d’amore, con iniziative tese a dare visibilità al proprio territorio. Dall’incontro con i reali inglesi, al passaggio dell’elicottero papale, ai prodotti dei Sibillini protagonisti a Roma, fino all’arrivo del Comandante Alfa, all’incontro degli studenti di Amandola con Giuseppe Lai fino al Giro D’Italia. «Grazie a coloro che credono in me»

Ci sono luoghi che restano vivi solo se qualcuno li racconta, li difende, li mette in relazione con il mondo. E poi ci sono persone che diventano esse stesse territorio. Alberto Federico Marini è una di queste. Amandolese doc, insignito del titolo di Ambasciatore dei Sibillini, Marini ha fatto della valorizzazione della propria terra una missione che va ben oltre la promozione: è un atto d’amore quotidiano, concreto, instancabile. Storia, paesaggio, identità, tipicità enogastronomiche: nei Sibillini nulla è separato, tutto dialoga. Ed è proprio su questa visione a tutto tondo che Marini costruisce il suo impegno, muovendosi su più fronti con uno stile deciso e autentico. Se c’è un’iniziativa che può dare voce al territorio, lui c’è. Se c’è un’occasione per creare relazioni, lui costruisce ponti.

I riconoscimenti ricevuti nel tempo raccontano solo in parte il valore del suo operato. Tra questi, ultimo in ordine di tempo, quello conferito dal Comune di Monte San Martino per aver favorito lo storico incontro a Ravenna tra gli amministratori monsammartinesi e Re Carlo d’Inghilterra con la Regina Camilla: una stretta di mano simbolica, immortalata in una fotografia che oggi rappresenta molto più di un semplice protocollo istituzionale. È la dimostrazione che anche le aree interne possono parlare al mondo, se qualcuno sa farle ascoltare.

Marini è mosso da una passione profonda e da una conoscenza vasta del territorio, che non perde occasione di raccontare e valorizzare. Lo ha fatto in momenti che hanno lasciato il segno nella memoria collettiva, come il passaggio dell’elicottero papale sopra Amandola, divenuto evento storico al pari dei voli Nato, o la visita del Comandante Alfa ad Amandola e Montefalcone Appennino, dove il pluridecorato ospite ha incontrato anche gli studenti dell’area montana, portando testimonianze di vita, coraggio e senso dello Stato.

Il suo raggio d’azione supera i confini locali e arriva nelle grandi città. A Roma, in occasione del Galà delle Margherite all’Hotel Excelsior, Marini ha portato i prodotti tipici dei Sibillini sotto i riflettori di un evento di alto profilo, con una finalità che univa promozione e solidarietà: il ricavato, infatti, era destinato a un progetto per i bambini ricoverati negli ospedali Gemelli e Bambin Gesù. Un esempio concreto di come l’identità territoriale possa farsi anche strumento di beneficenza, restituendo valore e speranza.

Tra i tanti momenti da ricordare – e sarebbero davvero decine – spicca l’incontro degli studenti di Amandola con Giuseppe Lai, 125° comandante dell’Amerigo Vespucci, lo storico veliero considerato l’Ambasciata galleggiante d’Italia. In quei giorni la nave era attraccata al porto di Ancona e, grazie a Marini, i giovani amandolesi non hanno vissuto una semplice visita, ma un’esperienza formativa unica, resa speciale dall’incontro diretto con il comandante. Un’occasione capace di accendere sogni e consapevolezze.

E poi lo sport, altro potente veicolo di identità e visibilità: il Giro d’Italia, con la storica sosta della Carovana ad Amandola durante la tappa Giulianova-Castelraimondo del Giro 2025, ha rappresentato un momento di orgoglio collettivo e di esposizione mediatica per il territorio. Senza dimenticare le collaborazioni con aziende legate al cablaggio della Formula Uno e della MotoGP, che testimoniano una capacità di dialogare anche con mondi altamente tecnologici e internazionali.

Alberto Federico Marini vive ad Amandola, ma è, a tutti gli effetti, un cittadino del mondo. Il suo impegno dimostra che le Marche, e in particolare l’area dei Sibillini, possiedono enormi potenzialità: visione, relazione, cuore. Lui tutto questo lo mette in campo ogni giorno, trasformando il territorio in un racconto vivo, capace di emozionare, unire e guardare lontano. E ringrazia con affetto «coloro che credono in me e mi danno tanta fiducia per poter far sì che il nostro territorio possa risplendere di luce propria». Un ambasciatore a tutto tondo, insomma, che non rappresenta solo un luogo, ma l’idea stessa di comunità.


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