Elezioni, già «coalizione “Fermo Città Comune”» per il centrosinistra. Restano nodi da sciogliere. I primi nomi per il toto-candidato sindaco

FERMO - Convocata una conferenza stampa di coalizione. I primi nomi "corteggiati". Il Pd è alle prese anche con il nodo segretario provinciale

di redazione CF

Il centrodestra è già uscito allo scoperto. Il centrosinistra ci prova (davvero?). In vista delle elezioni comunali di Fermo, in programma per la primavera prossima, i partiti di sinistra già parlano di coalizione. Ed è tutto in una mail di convocazione di una conferenza stampa. La mail è stata inviata dal Pd provinciale ed è a firma della coalizione “Fermo Città Comune”

«La coalizione, di partiti e civici del centrosinistra fermano, “Fermo Città Comune”  invita la stampa alla conferenza stampa di presentazione che si terrà il giorno 28 Gennaio alle ore 11,30 presso il Gran Caffè Belli di Fermo» il testo della convocazione a firma, appunto, la coalizione “Fermo Città Comune”.
Insomma si cerca di serrare i ranghi, di accelerare e di arrivare all’appuntamento elettorale pronti e carichi per la competizione che si preannuncia “infuocata”. E già, come è fisiologico, iniziano a circolare anche i primi nomi dei candidati a sindaco (o almeno di quelli che le varie compagini e anime rosse vorrebbero). E’ circolato quello del professor Glauco Giostra, che però già avrebbe fatto sapere che non è minimamente interessato, così come quello del giornalista Maurizio Blasi. Nomi sicuramente di spicco, prestigio. Che darebbero lustro alla coalizione. Ma resta il passaggio più arduo: quello di convincerli. Non perde posizioni nel toto-sindaco del centrosinistra, il nome dell’ex primario di Anestesia, Luisanna Cola. Nelle ultime ore è spuntato pure quello del consigliere provinciale Manolo Bagalini (La Città che Vogliamo). La coalizione, infatti, dovrà rinunciare a Francesco Trasatti dopo che l’ex presidente del Consiglio (anche lui nome di spicco de La Città che Vogliamo) ha assunto l’incarico di presidente del conservatorio Pergolesi, scomparendo di fatto dai radar della politica (almeno per ora). E c’è anche chi non disdegnerebbe il nome del consigliere Renzo Interlenghi, capogruppo di Fermo Capoluogo, sempre attivo in questi anni di opposizione, e che in una recente nota, si è firmato come candidato sindaco uscente del centrosinistra.
Insomma un work in progress frizzante in cui, però, per il Pd si insinua il nodo segretari. Sì segretari, perché i dem devono prima affrontare (e risolvere a stretto giro) la questione legata alle dimissioni del segretario provinciale Luca Piermartiri, a cui sarebbe seguito un passo indietro anche del comunale fermano Alessandro Iagatti. Se dall’assemblea provinciale, convocata per sabato prossimo, non dovesse arrivare una fumata bianca, da passare al congresso, sul successore (a maggioranza) di Piermartiri, si potrebbe anche “rischiare” di arrivare a un commissariamento. Al momento, in pole per la carica di segretario provinciale ci sono i nomi di Nicola Loira (che, però, legittimamente, vorrebbe una situazione più definita e lineare, insomma più serena, prima di dire sì) e di Stefano Pompozzi. Per il post Iagatti, invece, si fanno quelli dell’ex assessore fermano Luigino Montanini (con la compianta sindaca Nella Brambatti), e Dorotea Vitali.
Comunque parliamo di una situazione in divenire, in cui gli alleati scalpitano e il Pd non può esimersi dal ruolo di locomotiva, se ancora vuole esserlo, con una scadenza elettorale, quella fermana, che diventa a questo punto dirimente per il futuro prossimo del Pd…e non solo.

 


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