Villa Trevisani, Pd: «Rinunciare al diritto di prelazione senza un confronto è una fuga dalle responsabilità politiche»

PORTO SANT'ELPIDIO - I dem attaccano l'amministrazione: «Ignorarne il destino significa rinunciare a qualsiasi visione di lungo periodo sul patrimonio pubblico. A rendere questa scelta ancora più incomprensibile è la distanza dal pensiero che gli stessi amministratori di oggi,  avevano in passato. Negli anni in cui sedeva all’opposizione, infatti, la stessa forza politica che oggi governa la città ha  più volte attaccato l’amministrazione su presunte mancanze e occasioni perse, arrivando a sostenere che il Comune  avrebbe dovuto intervenire direttamente su immobili privati di valore strategico»

Il Partito Democratico di Porto Sant’Elpidio esprime «forte preoccupazione per la decisione dell’amministrazione comunale di non esercitare il diritto di prelazione su Villa Trevisani, che per la terza volta andrà all’asta». 

Come ha dichiarato il capogruppo Pd in Consiglio comunale, Daniele Stacchietti, «Villa Trevisani non può essere  considerata un semplice immobile, ma rappresenta un bene di alto valore storico, culturale e strategico per la città.  Ignorarne il destino significa rinunciare a qualsiasi visione di lungo periodo sul patrimonio pubblico. A rendere questa scelta ancora più incomprensibile è la distanza dal pensiero che gli stessi amministratori di oggi,  avevano in passato. Negli anni in cui sedeva all’opposizione, infatti, la stessa forza politica che oggi governa la città ha  più volte attaccato l’amministrazione su presunte mancanze e occasioni perse, arrivando a sostenere che il Comune  avrebbe dovuto intervenire direttamente su immobili privati di valore strategico». 

Emblematico, per i dem, è il caso di Palazzo Belletti, affacciato su Piazza Garibaldi: «Nel 2020 l’allora consigliere comunale di  opposizione Giorgio Marcotulli, oggi capogruppo di maggioranza di Fratelli d’Italia, definì un errore lasciare fuori  quell’edificio dai percorsi di riqualificazione urbana, criticando duramente l’Amministrazione per non aver trovato  strumenti adeguati a intervenire. Oggi, però, di fronte a un bene unico come Villa Trevisani, con un valore storico e potenzialità strategiche ancora  maggiori, la stessa maggioranza sceglie di non esercitare nemmeno il diritto di prelazione, senza aprire un confronto  pubblico né valutare percorsi alternativi». 

Il Partito Democratico ritiene necessario chiarire che la propria posizione «non è mai stata quella di “acquistare e basta” o  di invocare scelte avventate. Ciò che chiediamo è che su un bene di questa importanza venga almeno avviata una  discussione seria e trasparente sul suo futuro, coinvolgendo tutti i soggetti coinvolti, ma soprattutto la città, e ci riferiamo  soprattutto al quartiere San Filippo, per comprendere cosa Villa Trevisani potrebbe diventare e quali percorsi siano  realmente praticabili. Le proposte possono essere diverse e legittime, tuttavia, rinunciare a priori, senza visione né dialogo, rappresenta  una palese fuga dalla responsabilità politica, che si traduce nell’assenza totale di una strategia per il “riuso” – nuove  funzioni – dell’edificio e del suo parco. E questo si palesa come una mancanza di idee per quel Bene e tradisce  l’incapacità di immaginare il domani di Porto Sant’Elpidio. Comprendiamo le preoccupazioni finanziarie dell’ente e la necessità di prudenza, ma governare richiede lungimiranza,  assunzione di responsabilità e coerenza tra ciò che si diceva quando si era all’opposizione e ciò che si fa oggi. Non si  può chiedere tutto ieri e rinunciare a tutto oggi». 

Il Partito Democratico continuerà a portare il tema all’attenzione del Consiglio comunale e dei cittadini, chiedendo  «trasparenza, confronto e una strategia chiara sul destino dei Beni di Porto Sant’Elpidio». 

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