
Valerio Vesprini
di Sandro Renzi
La gestione e la manutenzione della pubblica illuminazione passeranno alla Sgds multiservizi. I dettagli dell’operazione, a cui tanto gli uffici comunali quanto quelli della municipalizzata hanno lavorato nell’ultimo anno e mezzo, saranno illustrati martedì in Consiglio comunale. E’ quest0, infatti, l’organo chiamato a ratificare l’affidamento in house alla società guidata dall’amministratore Giovanni Lanciotti. Ce n’è voluto di tempo però per arrivare all’ultimo miglio, quello che sancirà il passaggio alla Sgds, per 15 anni, del servizio, pacchetto completo. Già, perché rispetto all’offerta Consip, la società a capitale interamente pubblico si accollerà anche i costi delle fatture che si aggirano annualmente in circa 500 mila euro. E’ il sindaco Valerio Vesprini a ricostruire il complesso iter che risale addirittura al 2020. «Fu in quell’anno -ricorda- che si decise di passare da una gestione diretta della pubblica illuminazione ad una affidata ad un soggetto esterno». Il project financing approvato dalla precedente Amministrazione Loira finì nel calderone di un contenzioso durato tre anni finché «prendendo un pò di coraggio decidemmo di annullare il project stesso anche perché nel frattempo era cambiato l’interesse pubblico. Infatti caldeggiavamo una gestione interna sia del settore “calore” che della pubblica illuminazione».
Per prima cosa, l’Amministrazione Vesprini puntò i riflettori sul cosiddetto mercato diretto, chiedendo un’offerta alla piattaforma Consip. «La proposta non ci ha soddisfatti -prosegue il primo cittadino-
200 mila euro annui per 9 anni, garantivano l’efficientamento dell’impianto ed un risparmio del 70% ma le utenze (500 mila euro annui conteggiati dagli uffici ndr) restavano a carico del Comune. Alla fine di tutto, nelle casse dell’ente restavano 150 mila euro per le manutenzioni oltre alle fatture da saldare». Tra l’altro la gestione amministrativa e contabile del servizio rappresenta un onere non indifferente per gli uffici di via Veneto. Da qui la scelta di chiamare in causa la Sgds che già gestisce altri servizi per conto del Comune come il porto, la mensa, la pompa di gasolio e presto anche i parcheggi a pagamento. Ciò nell’ottica di sfruttare al meglio una società interamente comunale che viene giudicata dagli amministratori «una risorsa della città». Il Pef presentato, come detto, dopo oltre un anno di lavoro, prevede che la Sgds gestisca il servizio per 15 anni accollandosi anche i costi delle fatture, oltre ai lavori di manutenzione della rete, dei punti luce e dei quadri elettrici, ipotizzando un più concreto risparmio energetico del 50%, tenuto conto della linea obsoleta, piuttosto che degli interventi di adeguamento già messi in campo dal Comune nei mesi passati (ad esempio a Piazza Torino).
Il piano industriale prevede dunque che il Comune versi alla società 522 mila euro all’anno (comprensivi di 22 mila euro che sono i costi di manutenzione ordinaria solitamente affrontati), mentre la società provvederà a sostituire i punti luce passando al led dove ancora manca (il costo stimato per questo intervento è di circa 1.600.000 euro), sostituire i quadri elettrici e realizzare lavori straordinari investendo quelle quote di risparmio in più, rispetto al 50% previsto, che dovessero presentarsi in bilancio dopo i primi cantieri per l’efficientamento energetico.
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