Assemblea provinciale Pd, fumata grigia sul nodo “segretario”. Resta la spaccatura: rischio commissariamento

FERMANO - I dem del Fermano, riunitisi in assemblea ieri mattina, prendono tempo in attesa di conoscere il destino del regionale che poi fa rima con quello della segretaria Chantal Bomprezzi (che oggi si è collegata da remoto). Insomma si è preso tempo anche se, in quella sala, tutti sapevano che il conto alla rovescia per le elezioni comunali di Fermo è partito. E ogni giorno che passa è un giorno perso sul processo di rilancio del Pd del e nel Fermano.

di Simone Corazza

Assemblea provinciale Pd, fumata grigia sul nodo “segretario”. E ora si attendono gli sviluppi dall’assemblea regionale in programma per sabato prossimo.

I dem del Fermano ieri mattina si sono riuniti in assemblea all’hotel Astoria di Fermo. All’ordine del giorno figuravano l’informativa del presidente dell’assemblea, Giuseppe Pochini, e il classico “varie ed eventuali”. Letto asetticamente, un ordine del giorno assolutamente ordinario. Ma poi, in calce, l’alert: “Considerata l’importanza degli argomenti posti in discussione, siete tutti vivamente invitati a partecipare”. E certamente quelle poche parole erano un chiaro rimando al nodo segretario, dopo le dimissioni di Luca Piermartiri (che proprio ieri mattina ha partecipato, a poche decine di metri di distanza, in piazza del Popolo, a un banchetto per il “no” al referendum).

E infatti l’assemblea odierna ha messo a nudo, in chiaro, semmai ce ne fosse bisogno, le due correnti dei dem del Fermano. “guelfi” e “ghibellini” ancora distinti e distanti, dopo le frizioni generate, o forse meglio dire acutizzate, dalle candidature alle regionali. Livori e dissapori sedimentati, per una ferita che sembra difficilmente sanabile, almeno a stretto giro.

Non è un mistero che una compagine spinga per il nome di Stefano Pompozzi per la carica di segretario provinciale (ah, per inciso, c’è da trovare la quadratura del cerchio anche su quello comunale) ma il suo nome è maldigerito dall’opposta fazione da cui invece spunta la proposta di nominare lo stesso Giuseppe Pochini come traghettatore in vista della fase congressuale del Partito (che dovrebbe tenersi, orientativamente, tra aprile e giugno). Una figura salomonica a cui affiancare, magari, due nomi espressione delle rispettive correnti. Tertium (non) datur con il commissariamento che, per un motivo o per l’altro, non piace a nessuno. Non entusiasma chi vorrebbe Pompozzi ma nemmeno chi è dell’altra fazione. E il motivo è semplice: anche se un commissario potrebbe servire per appianare le divisioni e rimettere in riga tutti, è comunque, per una qualsiasi federazione provinciale, una “mystery box”. E certo presentarsi alla tornata elettorale commissariati non è un bel biglietto da visita.

Ma ieri, con l’aria tesa che si respirava nella sala congressi dell’Astoria, arrivare a una qualsiasi decisione sarebbe stato chiedere troppo (anche perché, oltretutto, mancava pure il numero legale). E così si è deciso di temporeggiare in vista dell’assemblea regionale di sabato prossimo. A Fermo si vuole infatti conoscere il destino del regionale che poi fa rima con quello della segretaria Chantal Bomprezzi (che oggi si è collegata da remoto). Insomma si è preso tempo anche se, in quella sala, tutti sapevano che il conto alla rovescia per le elezioni comunali di Fermo è partito. E ogni giorno che passa è un giorno perso sul processo di rilancio del Pd del e nel Fermano.

 

Al centro, il presidente dell’Assemblea provinciale Pd, Giuseppe Pochini

 

L’assemblea provinciale Pd

Stefano Pompozzi (seduto)

Fabiano Alessandrini e Patrizia Canzonetta. Di spalle, Loredana Marziali

Katia Ciabattoni

Meri Marziali

Fabrizio Cesetti

Carlo D’Alessio

Annalinda Pasquali

Patrizia Canzonetta

Francesco Verducci



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