L’affidamento del servizio di illuminazione alla Sgds da parte del Comune di Porto San Giorgio, non è stato accolto con entusiasmo da parte dell’opposizione, che sottolinea diverse criticità nell’accordo.
«Nel consiglio comunale di ieri è stato doveroso replicare, in sede di dichiarazione di voto, alla consigliera Vagnozzi, la quale in maniera strumentale e per l’ennesima volta ha confuso le ragioni politiche con le risultanze giudiziali – ha dichiarato il consiglieri di minoranza Christian De Luna – Il suo intervento è avvenuto dopo la dichiarazione di voto del capogruppo Loira perciò l’unico modo per replicare è stato seguire il regolamento del consiglio e votare diversamente dal mio gruppo consiliare, esprimendo voto di astensione. Penso però sia stato importante ribadire che sarà la storia ad incaricarsi di dire se le scelte fatte dall’amministrazione sono scelte giuste o sbagliate, i tribunali trattano solo la legittimità (o illegittimità). Se è stato giusto affidare il porto o oggi la pubblica illuminazione alla Sgds lo vedremo tra qualche anno».
«Entrando nel merito dell’affidamento, in maniera del tutto unanime l’opposizione ritiene che dopo tre anni la montagna ha partorito il topolino. L’affidamento della pubblica illuminazione alla Sgds, è proprio il caso di dirlo, ha più ombre che luci – sottolineano dall’opposizione – partiamo dalle motivazioni che avevano portato la giunta Vesprini, spinta dal nuovo direttore poi decaduto malamente, a revocare il project financing: si legge nella delibera del 2023 che era obsoleto e che era necessario un servizio più ampio, che coinvolgesse anche i servizi termici e di efficientamento delle strutture comunali. Contestammo non le motivazioni, legittime e al limite anche condivisibili, ma il fatto di revocarlo senza un’alternativa. Oggi, finalmente, l’alternativa c’è ma senza tutto quello per cui era stata ideata. È scomparsa la gestione integrata dei servizi termici, così come l’efficientamento delle strutture. C’è solo la sostituzione dei corpi illuminanti senza neanche l’ammodernamento delle linee, vero punto debole e causa dei continui black out in caso di pioggia. Un progetto monco. Dal punto di vista tecnico poi, ci si chiede di votare un investimento di oltre un milione e seicentomila euro senza neanche uno straccio di progetto illuminotecnico e quindi alla cieca. Come è possibile stimare e valutare i costi senza nemmeno il progetto? Voi firmereste mai un contratto senza conoscerne i particolari? Inoltre la Sgds, una società che non ha le competenze in materia né esperienza, struttura e mezzi idonei, sarà costretta ad assumersi totalmente il rischio di impresa e ad esporsi economicamente con un prestito milionario in un settore estremamente delicato, in cui la variabile del costo dell’energia è un’incognita che pesa per centinaia di migliaia di euro all’anno. Non è noto il tempo di rientro dell’investimento, non è noto chi gestirà e come le manutenzioni straordinarie considerando che a budget è stata considerata solo una assunzione».
«Fumose, per non dire incomprensibili, le spiegazioni in merito dell’amministratore unico Lanciotti. L’ultimo aspetto riguarda la messa in sicurezza dell’affidamento. Il sindaco si vanta di essere uscito dal pantano dei ricorsi, ma gli affidamenti in house devono essere accompagnati da una solida documentazione che evidenzi i vantaggi per la collettività, la congruità economica e l’efficienza rispetto al mercato (art. 7 del codice degli appalti). Di tutto questo non c’è traccia, se non due righe stringate, lasciando l’ente scoperto di fronte ad eventuali ricorsi – conclude De Luna – insomma, abbiamo aspettato tre anni per una riqualificazione meno completa rispetto a quella revocata e molto più rischiosa dal punto di vista finanziario per il comune. In tre anni ci saremmo aspettati un progetto inattaccabile sotto ogni profilo che avremmo accolto con favore, e invece avevamo ragione, sono stati tre anni persi».
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