di Silvia Ilari
Giornata cruciale, per il centrosinistra fermano, in vista delle prossime elezioni comunali che chiameranno i residenti nella città capoluogo di provincia a scegliere il prossimo sindaco e al rinnovo del Consiglio comunale.
Questa mattina, infatti, conferenza stampa di “Fermo Città Comune”, la coalizione a campo largo delle varie anime di centrosinistra della città.
Una coalizione, come definita dagli stessi componenti di “Fermo Città Comune”, «larga e plurale dei partiti e delle realtà civiche del centrosinistra fermano» che, tendono a rimarcare «si presenta unita per un progetto alternativo per la nostra città».
«Crediamo che alla nostra città vada data una nuova proposta politica, che sappia ascoltare le istanze e le necessità di tutta la nostra comunità nel suo insieme e che sappia prendere posizioni politiche chiare e decise in materia di sanità pubblica, di lavoro e di politiche sociali. Quel civismo che ha governato in questi anni è naufragato orientandosi sempre più chiaramente a destra; mostrando tutti i suoi limiti; non definendo un vero progetto di sviluppo sostenibile; non governando, cioè i reali processi economici e sociali, che, per la loro stessa natura materiale, non possono essere affrontati da forze e da logiche puramente localistiche, perché hanno bisogno di un respiro nazionale ed europeo. Vogliamo che Fermo torni a svolgere quel ruolo di capoluogo dell’area vasta che si è perso negli ultimi dieci anni. Un ruolo fondamentale, specialmente dopo il declassamento delle Province a enti di secondo livello, per affrontare e risolvere in maniera efficace la maggior parte dei problemi che interessano le nostre comunità: dalla sanità alle infrastrutture, dal lavoro all’ambiente. Un capoluogo che svolga effettivamente questo ruolo, è garanzia di stabilità, coesione sociale e crescita economica per tutti».
La coalizione “Fermo Città Comune” si fonda su cinque impegni prioritari «che tracciano un nuovo modo di far politica e che rimettono al centro i cittadini di Fermo, la loro partecipazione attiva e le loro esigenze quotidiane, per una nuova città disegnata per le persone e con le persone».
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Linee guida che il consigliere Nicola Pascucci (La Città che Vogliamo) ha definito «la cornice intorno alla quale costruire il quadro, costituito dal programma elettorale 2026».
Ribadendo l’unità dei valori e della stessa visione comune dei vari attori, Pascucci ha annunciato che a breve prenderà il via una vera e propria campagna d’ascolto, a partire da Villa Vitali l’8 febbraio. «Si tratterà di una campagna di partecipazione che vuole coinvolgere tutta la città e partendo dalle nostre idee, ascoltando i cittadini, stilare il programma vero e proprio. In città ci sono dei problemi, che si possono affrontare e noi crediamo sia possibile risolvere in maniera diversa».
Punta sul miglioramento delle condizioni di vita delle fasce più deboli come «i cassintegrati, i disoccupati, i disabili» Enrico Martini di Avs: «Per far tornare gli elettori a votare, bisogna proporre qualcosa che modifichi significativamente le loro condizioni perché è logico che altrimenti saranno sempre meno. Migliorarle attraverso risorse masse a disposizione per cambiare».
Sandro Vallasciani consigliere comunale capogruppo Pd non ha fatto giri di parole: «“Lascio Fermo come una città viva” è la frase dell’amministrazione uscente. A me sembra una città morta, una realtà viva ha un tessuto produttivo ed economico che evolve, ma nel territorio le imprese produttive negli ultimi 5 anni registrano valori in negativo, al pari delle imprese commerciali. Il centro storico si sta spopolando. Nessuna amministrazione non ha fatto niente, questa ha fatto, ma anche grazie ai finanziamenti intercettati per il sisma. Manca l’anello di congiunzione tra lo sforzo fatto per le infrastrutture e la crescita cittadina. C’è una lotta tra quartieri, un divario con la costa e un disagio sociale che si manifesta nelle forme più negative. Ne siamo tutti testimoni. Occorre alzare il velo dall’immagine che dipinge questa amministrazione».
«Fermo ha un indebitamento nell’anno 2026 che per le operazioni legate al biodigestore, aumenterà. C’è dunque una crisi sociale, economica. di alloggi per le famiglie. Non vogliamo addentrarci in attività che sono sperimentazioni fini a se stesse, ma fare cose che restino nel tempo, è da qui che ripartiamo» ha continuato.
Sulla candidatura di Scarfini: «Io credo che la ricetta giusta sia questa che abbiamo noi, che non mi pare abbiano dall’altra parte, perché, anziché dire ai cittadini fermani: “Abbiamo dei problemi, siamo in grado di risolverli” l’unica cosa che hanno detto è stata:”Abbiamo l’uomo” che guiderà la prossima amministrazione senza dire e fare cosa».
«In molti ci fanno presente che noi con l’amministrazione Calcinaro abbiamo governato – ha detto Pascucci riprendendo la parola e riferendosi alla sua lista – ma i successi ottenuti sono soprattutto per Turismo e Cultura. Evidentemente raggiunti dalla nostra lista».
In chiusura è arrivato l’appello di Pascucci ai fermani: «Possono partecipare attivamente anche solo portando un’idea, anche mettersi in gioco insieme a noi, è il momento giusto per farlo non c’è niente di precostituito».
Il primo punto da chiarire è l’assenza di chi ha firmato il documento con i cinque impegni prioritari, cioè il Movimento Cinque Stelle (che con il consigliere Stefano Fortuna ha già fatto sapere che, sull’adesione, il M5S è in una fase di valutazione) e Rifondazione Comunista: «Oggi non sono qui per problemi organizzativi di varia natura e per riflessione. C’è una loro dialettica interna, devo capire come continuare questo percorso, ha specificato Pascucci».
Capitolo “Piazza Pulita”, una lista oggi schierata apertamente con Scarfini: «L’attuale amministrazione ha deciso di andare con la destra, Marcozzi (FI) l’altro giorno l’ha ribadito. Può definirsi una lista civica ma di destra. Per cui, chi non ne condividere i valori che rappresenta, può uscirne e se vuole le porte sono aperte».
Un’indicazione unica per il candidato al momento, a quanto detto finora, non c’è «anche se ci sono delle interlocuzioni riguardo alcuni nomi. Cerchiamo una persona che incarni i valori della coalizione» ha sottolineato Pascucci, rivendicando la volontà di un coinvolgimento dal basso, puntando sul dialogo coi cittadini.
Si è sbilanciato un po’ di più Sandro Vallasciani: «Ne discuteremo – ha detto – il nome dovrà essere identitario e rappresentativo di ogni forza politica. Serve una persona che in città sia riconoscibile e che abbia la caratura per guidare la coalizione».

A sin. l’ex presidente del Consiglio comunale, oggi presidente del Conservatorio Pergolesi di Fermo, Francesco Trasatti
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