Yuasa, Ortenzi sulla stagione: “Pagate a caro prezzo tante situazioni”

GROTTAZZOLINA - Le riflessioni del coach in vista del rush finale della stagione: “Contro Padova un ko inspiegabile. Per tanti fattori quest’anno non è scoccata la scintilla della svolta”

Il coach della Yuasa Battery Massimiliano Ortenzi

Sabato 31 gennaio (ore 18) al PalaSavelli la Yuasa Battery affronterà Monza nel secondo match interno consecutivo, ed è chiara la voglia di ritrovare un successo casalingo, sfuggito sul più bello domenica contro Padova. Del momento della squadra e in generale della stagione ha parlato coach Massimiliano Ortenzi, ospite di Time Out Superlega, trasmissione prodotta da More News in collaborazione con Volleyball.it e dedicata al massimo campionato italiano di volley.

E l’analisi è partita proprio dalla gara contro Padova, persa al tie-break dopo un match decisamente combattuto e che ad un certo punto sembrava saldamente in mano alla Yuasa. “Non riesco a dare una spiegazione a quanto accaduto. Fino al 19-14 del quarto set avevamo fatto la miglior prestazione della stagione, mettendo grande pressione a muro e difesa. Ci siamo incastrati in un loro turno in battuta dal quale non siamo riusciti ad uscire e siamo andati 19 pari. Da lì la gara è cambiata, siamo tornati ad essere preoccupati e in quel momento tutto il peso negativo che ci portiamo sulle spalle è rivenuto fuori”.

L’attenzione si è poi spostata sull’analisi complessiva della stagione. “Da parte nostra c’è sempre stata la consapevolezza che sarebbe stato un altro anno difficile. Abbiamo provato a far tesoro dell’esperienza dello scorso anno e di cosa ci aveva portato a quel risultato, ma sostituire i ragazzi che non siamo riusciti a tenere non era così semplice, senza con questo togliere meriti a chi poi è arrivato. La sfortuna più grande è stata il non poter disporre di Dusan Petkovic, intorno al quale abbiamo costruito il progetto tecnico, neanche in una gara: è stato difficile dal punto di vista tecnico e del lavoro settimanale. Non siamo stati bravi a gestire alcune situazioni quando, all’inizio, bisognava dare vita ad un percorso, e questo ha pesato. Gli addetti ai lavori ci additavano come una squadra da salvezza tranquilla? Fossimo stati al completo come gruppo probabilmente tutto sarebbe stato diverso. Siamo ripartiti da Fedrizzi, Petkovic, Marchisio e Tatarov perché c’era l’idea di mantenere lo zoccolo duro degli artefici di quella salvezza. Ma quando è mancato Dusan, che era leader in allenamento ma anche dentro e fuori dal campo, abbiamo fatto fatica”.

Riavvolgendo il nastro della stagione ci sono stati dei momenti nei quali la svolta sembrava veramente a portata di mano. “Abbiamo avuto la sfortuna di avere diversi scontri diretti tutti all’inizio, e ci sono stati anche altri passaggi importanti. A Cisterna, ad esempio, abbiamo perso 3-2 con l’inerzia del tie break nelle nostre mani; a Padova, nella sconfitta 3-1 abbiamo letteralmente buttato via due set, ma penso anche alla sconfitta in casa con Cuneo quando eravamo avanti anche di quattro punti nei primi due parziali. Abbiamo sempre avuto la percezione che bastava poco per sbloccarci. Aspettavamo quella scintilla che, anche a Monza nell’ultima di andata avanti 2-0, non è arrivata. Al ritorno abbiamo vinto contro Cisterna in casa con un sestetto, e la settimana dopo abbiamo dovuto cambiare di nuovo. Nel match di Cuneo, durante il riscaldamento, si è fermato Petkov. Senza voler dare troppo peso agli infortuni e senza voler cercare alibi, diciamo però che abbiamo pagato tanto queste situazioni”.

Quattro gare alla fine di un campionato che si concluderà nel mese di febbraio, ma chiaramente riflessioni già iniziate a 360 gradi. “Stiamo programmando il futuro anche nell’ottica in cui arrivasse la retrocessione. Ci stiamo guardando dentro e fuori, per farci trovare pronti e gestire bene questo insuccesso che potrebbe essere etichettato come un fallimento. Bisogna però viverlo nel modo giusto e con l’equilibrio con il quale abbiamo sempre vissuto tutto quanto”.


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