
Si stanno ripetendo da mesi gli atti vandalici ai giardini di via Nenni a Casette d’Ete. Intorno ai giochi per bambini sono ormai inutilizabili i tappetini antiurto che dovrebbero garantire un divertimento in sicurezza per i più piccoli, ma sono stati strappati e sparpagliati ovunque. A questo si aggiungono danneggiamenti agli arredi e sporcizia diffusa. Tra i residenti, in molti chiedono un giro di vite nei controlli e l’individuazione dei responsabili, dato che l’intera area è presidiata dalle telecamere.
Il vicesindaco Francesco Tofoni interviene per rimarcare i ripetuti interventi effettuati negli ultimi mesi. «Abbiamo prestato attenzione all’area sin dal nostro insediamento a giugno scorso – ricorda – Sono state programmate diverse attività di pulizia straordinaria per rendere il giardino decoroso, è stato riposizionato il pavimento anti urto perché qualcuno si è diverto a staccarlo, ma purtroppo questi episodi si sono ripetuti almeno per tre volte. Ora stiamo valutando come intervenire, per una soluzione definitiva che eviti il ripetersi di episodi del genere. Le telecamere ci sono e funzionano regolarmente, i controlli e le sanzioni faranno il loro corso. Conosciamo bene l’importanza di questi spazi pubblici, i giardini di via Nenni sono un punto di aggregazione molto frequentato dalla collettività ed ospitano anche diversi eventi aggregativi nel periodo estivo. Stiamo facendo tutto il necessario per garantire decoro a quell’area, ma la collaborazione di tutti è fondamentale».
Amareggiato per i ripetuti danneggiamenti il consigliere delegato alle manutenzioni, Paolo Maurizi: «E’ diventata una missione impossibile mantenere decoroso un parco pubblico che appartiene a tutta la cittadinanza. È la quarta volta che il Comune deve intervenire con risorse pubbliche per sistemare danni commessi da privati senza alcun rispetto. Mi domando come sia possibile tenere in ordine una proprietà pubblica che viene continuamente vandalizzata. Sono spazi che appartengono a tutti noi, serve collaborare per mantenerli integri e puliti e, perché no, a vigilare che altri non li danneggino. Certamente non possono pagare tutti per la maleducazione di pochi».
P.Pier.
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