“Influencer” della discordia, scintille tra Calcinaro e Cesetti. «Continue offese personali, quanta frustrazione» «Basta fare la vittima, mi occupo di sanità»

POLITICA - Ennesimo botta e risposta al vetriolo tra l'assessore regionale alla Sanità e il consigliere regionale Pd. Pomo della discordia l'etichetta di "influencer" attribuita dall'esponente dem al delegato alla sanità regionale

Da sin. Fabrizio Cesetti e Paolo Calcinaro

Stavolta il pomo della discordia, o sarebbe meglio dire la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ruota intorno a un “influencer”. No, nulla a che vedere con i nuovi idoli giovanili o con le dinamiche e i trend social. A generare scintille, che a questo punto sono ormai un eufemismo, tra l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, e il consigliere regionale Pd, Fabrizio Cesetti, infatti, ci sarebbe una dichiarazione di quest’ultimo con cui ieri avrebbe “bollato” il delegato alla sanità regionale nel corso di una conferenza stampa delle opposizioni in Regione. Insomma un nuovo capitolo dell’ormai prolungato braccio di ferro tra i due, dopo le svariate bordate che si sono lanciati l’un l’altro sulla stampa e in Consiglio regionale.

Dopo “stagista” ora “influencer”. Apriti cielo. Calcinaro non lo accetta. E si affida, come sempre, al suo profilo social per dire basta: «Cerco di impegnarmi il più possibile su un tema enorme come la sanità lasciando nulla o il minimo possibile alle polemiche anche per rispetto di tutta l’utenza. Ma l’eccesso lo devo denunciare: l’opposizione fa il suo e critica e ci sta, nonostante le chiusure di tredici pronto soccorso effettuate proprio dal centrosinistra senza costituire una alternativa valida sul territorio. Ma la critica, l’opposizione ci sta: non c’è invece l’attacco continuo e personale di Fabrizio Cesetti. Lui aveva criticato la precedente giunta Acquaroli per l’assenza di un assessore del fermano e ora, in soli tre mesi, cosa fa? Termini aggressivi e anche offensivi personale: “devi studiare“, “sei uno stagista” e ora anche “Influencer” solo perché da sempre preferisco comunicare direttamente con i cittadini anche recependo da loro molte problematiche e tematiche. E questo in soli tre mesi, nei quali evidentemente secondo lui avrei dovuto già risolvere tutte le problematiche della sanità: comprese quelle create dalla regione mentre proprio lui era assessore. E vi garantisco che nessun altro consigliere di opposizione ha usato questi toni sprezzanti e personali contro alcuno degli assessori, pur legittimamente criticandoli. Una fotografia della rabbia e della frustrazione di una “bella” parte della sinistra nel territorio fermano. Dopo questo, continuo a lavorare…e a condividere ciò che accade con i cittadini, nel bene e nel male».

E la replica del consigliere, via comunicato stampa, non si fa attendere: «A Calcinaro piace fare la vittima. Non ricordo altri assessori alla Sanità che si siano lamentati in maniera così scomposta per le critiche, tutte politiche, ricevute. Neppure il suo predecessore Saltamartini, che pure ha subìto attacchi ben più duri dei suoi. Ovviamente a Calcinaro conviene far passare la mia attività istituzionale come se si trattasse di una questione personale tra me e lui, ma sbaglia di grosso. Io non mi occupo di Calcinaro, mi occupo e mi preoccupo di una sanità pubblica allo sbando, nonostante lo straordinario e qualificato impegno del personale sanitario. Uno sbando denunciato ormai quotidianamente da utenti e stampa locale. E mi preoccupo anche che a chiamare a risolvere questi problemi, esponenzialmente aumentati negli ultimi cinque anni di governo Acquaroli, lo stesso presidente abbia chiamato un assessore più attento e sensibile alla propria immagine che non ai problemi dei cittadini e, soprattutto, della sanità marchigiana. Un assessore che non sa reggere la pressione. Una pressione che non proviene da me, ma è causata da una situazione fuori controllo nella sanità. Se Calcinaro non è in grado di gestirla, forse farebbe bene a occuparsi di questioni più a sua misura, anziché di una materia che occupa circa l’80% del bilancio regionale. Anche io – continua Cesetti – comunico direttamente con i cittadini, Calcinaro non creda di avere l’esclusiva. Tanto è vero che ricevo ogni giorno messaggi ed email che mi segnalano disagi e disservizi, medici, infermieri e oss allo stremo, famiglie in ansia per i propri cari. Non a caso ieri, con tutte le altre forze di minoranza, abbiamo presentato una mozione che sollecita la giunta regionale a rivedere il Piano Socio Sanitario Regionale e gli atti aziendali. Un’esigenza manifestata qualche mese dallo stesso presidente Acquaroli al momento dell’insediamento e che di fatto ha rappresentato l’ammissione del fallimento della sua politica sanitaria nello scorso quinquennio. Ma la nostra mozione chiede anche l’istituzione di un’unità di crisi per affrontare la drammatica emergenza che sta travolgendo le strutture sanitarie, perché è evidente che Calcinaro ha bisogni di essere aiutato, che da solo non ce la fa. Inoltre – conclude Cesetti – Calcinaro la smetta di raccontare la frottola secondo cui io sarei tra i responsabili della chiusura di 13 Pronto soccorso. Da assessore regionale, insieme all’allora presidente della commissione Bilancio Francesco Giacinti, ho portato nella provincia di Fermo due nuovi ospedali e ho finanziato la ristrutturazione di altre due strutture, una a Sant’Elpidio a Mare e una a Montegiorgio. Calcinaro non è in grado di dirci neppure quando aprirà il nuovo ospedale di Campiglione, nonostante Saltamartini avesse dato pubblicamente mesi fa la data del 5 dicembre. E la smetta anche di chiedere tempo: il centrodestra governa da oltre cinque anni e la delega alla Sanità deve essere gestita con continuità per garantire i livelli essenziali di assistenza: di quale tempo parla Calcinaro? I cittadini che non riescono a prenotare una prestazione, che sono costretti a recarsi fuori regione o a rivolgersi al privato, o che addirittura hanno rinunciato a curarsi, non possono certo stare ai comodi suoi».

Appuntamento al prossimo round.


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