
Il consigliere regionale Marco Marinangeli
«La realizzazione della piscina riabilitativa di Porto San Giorgio rappresenta una delle sfide più importanti e attese per il nostro territorio, un’opera dalla valenza sociale e sanitaria che abbiamo seguito con determinazione fin dal suo avvio». Così Marco Marinangeli, ex consigliere regionale di Noi Moderati e attuale responsabile Enti Locali del partito, torna a parlare di un progetto che definisce «strategico per la comunità sangiorgese e fermana».
«Quando ero componente del Consiglio regionale delle Marche, ho promosso con convinzione l’iter per ottenere i finanziamenti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la piscina riabilitativa di Porto San Giorgio, che ha portato allo stanziamento di circa 2,8 milioni di euro proprio per questa struttura, parte di un pacchetto complessivo da oltre 8 milioni di euro per interventi di riqualificazione socio-sanitaria nella nostra area. Questa infrastruttura, attesa da quasi quarant’anni, è destinata a completare il polo sanitario di eccellenza accanto all’ex ospedale, offrendo servizi di riabilitazione post-operatoria, assistenza specialistica e moderne tecnologie, tra cui macchinari all’avanguardia per terapie fisiche e motore».
«Sono orgoglioso di aver contribuito a portare all’attenzione regionale un tema così sentito dai cittadini di Porto San Giorgio e da tanti professionisti sanitari” – afferma Marinangeli. “La piscina riabilitativa non è soltanto un’opera pubblica: è un investimento sulla salute e sulla dignità delle persone, sul diritto a cure di qualità vicino alle proprie famiglie. Un ringraziamento sincero va ai miei colleghi fermani in Regione, Andrea Putzu e Jessica Marcozzi, al presidente Acquaroli e all’ex assessore alla sanità Saltamartini per il lavoro svolto negli anni passati a favore del territorio e per l’attenzione istituzionale dedicata a questo progetto. Il percorso non è stato semplice, tra passaggi tecnici, interlocuzioni con enti locali, sovrintendenze e amministrazioni sanitarie, ma il dialogo costante e la determinazione collettiva hanno consentito di far avanzare un’opera che fino a poco tempo fa sembrava solo un desiderio. Oggi, pur se il mio ruolo istituzionale è cambiato, continuo a seguire con interesse e responsabilità l’evoluzione del progetto, sollecitando chiarezza sui tempi di realizzazione e ribadendo l’importanza di portare a termine una struttura che migliorerà la qualità della vita di tante persone e rappresenterà un valore aggiunto per tutto il Fermano».
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