Passa dall’A14 il futuro dell’autotrasporto, Santoni (Cna): «Costi e ritardi, servono programmazione e scelte in tempi rapidi» (Video)

PORTO SANT'ELPIDIO - L'intervento del presidente Fita Cna nazionale, Michele Santoni, questa mattina al polo culturale Beniamino Gigli per l’evento "Autotrasporto le regole del gioco"
L'intervento di Michele Santoni, presidente Cna Fita

di Maikol Di Stefano

La Cna Fermo sceglie Porto Sant’Elpidio per affrontare i problemi per il mondo degli autotrasporti e proporre soluzioni. «Un’importante giornata oggi, qui alla provincia di Fermo, con la Cna Fita che ha organizzato questo questo evento. Parliamo dei risultati ottenuti a livello nazionale che io ho qui l’onore e l’onere di rappresentare. Affrontiamo la nuova legge di bilancio, aspetti importanti del decreto infrastrutture e soprattutto una serie di attività che abbiamo cercato di portare avanti nel rispetto dei nostri ideali di rappresentanza dei nostri associati». Spiega il presidente Fita Cna nazionale, Michele Santoni intervenuto al polo culturale Beniamino Gigli per l’evento “Autotrasporto le regole del gioco”.

«Sicuramente da attenzionare molto sono il decreto infrastrutture e i tempi di pagamento, una nota molto importante che chiedevamo da tempo. Il decreto rappresenta anche un’importante novità normativa per quanto riguarda il tempo di carico e scarico, anche quella è una norma che cercavamo da tempo. Siamo qui oggi proprio per spiegare agli associati quello che stiamo facendo a livello nazionale, i nostri nuovi obiettivi che porteremo avanti sempre con la massima responsabilità con la volontà di rappresentare le aziende dell’artigianato e autotrasporto».

Parole a cui fanno da eco quelle del presidente Fita Cna Fermo, Gianluca Minetti: «Oggi parliamo dei problemi del trasporto merci e quindi problemi legati alla viabilità, alle infrastrutture e soprattutto alle leggi dello Zes».

«La presenza così numerosa di imprese, istituzioni e rappresentanti del settore dimostra che l’autotrasporto – rilancia Santoni – ha bisogno di risposte. Ringrazio il sistema Cna, la struttura di Fermo con il suo direttore Andrea Caranfa e il presidente Emiliano Tomassini, i referenti nazionali, regionali e territoriali, tra cui il collega del comparto Ncc Marco Smerilli, i tecnici e gli esperti che tra poco interverranno. Questa mattinata nasce con un obiettivo semplice: dare risposte chiare alle imprese, spiegare cosa cambia nel 2026 e mettere a fuoco le opportunità che il settore può e deve saper utilizzare.
Intanto permettetemi di ricordare, come Cna Fita, il lavoro svolto in questi mesi per portare sui tavoli giusti i problemi reali delle nostre imprese. Problemi concreti, quotidiani, che incidono sui costi, sull’organizzazione del lavoro e sulla sicurezza di chi ogni giorno è sulla strada.
Penso, prima di tutto, al tema dei costi. La discussione sulla legge di bilancio ha rischiato di penalizzare ancora una volta il settore, con il divieto di compensazione delle accise del gasolio nei contributi previdenziali Inps e Inail. Grazie all’impegno della Cna, di concerto con le altre associazioni, quel divieto è stato eliminato, ma resta il fatto che l’aumento delle accise pesa, e pesa soprattutto su tante piccole imprese che utilizzano mezzi sotto le 7,5 tonnellate e che non hanno alcuna possibilità di recuperare questi costi. Per loro ogni aumento è un colpo diretto ai margini, in un momento in cui già si affrontano spese crescenti e la necessità di rinnovare i mezzi. Non si può continuare a chiedere sacrifici sempre agli stessi: l’autotrasporto è un settore essenziale per l’economia, rappresenta una risorsa, non certo un problema».

Non secondario, il capitolo  divieti di circolazione: «Come Cna Fita, in questi mesi, abbiamo messo in atto un confronto continuo sul tema: ribadiamo anche oggi che così come sono strutturati, rendono difficile programmare il lavoro. Le imprese hanno bisogno di certezze, non di regole che – aggiunge Santoni – cambiano e che complicano l’organizzazione dei viaggi e delle consegne. Servono regole più chiare e più coerenti con la realtà delle imprese, perché l’incertezza si traduce in inefficienza e perdita di competitività. Lo stesso vale per tempi di guida e riposo: sono questioni centrali, che incidono in primo luogo sulla sicurezza, ma anche sulla sostenibilità del lavoro. Abbiamo lavorato anche sul tema dei controlli e della concorrenza sleale, perché chi rispetta le regole non può essere penalizzato rispetto a chi lavora fuori dalle regole. La legalità deve valere per tutti, altrimenti il mercato si distorce e a pagare sono sempre le imprese corrette».

Un altro punto su cui Cna Fita insiste da tempo è quello delle infrastrutture. «Per le nostre imprese, la qualità della viabilità non è un dettaglio, è una condizione essenziale per lavorare. La riduzione della manutenzione, anche a livello locale – spiega Santoni – si vede e si sente: strade più usurate, meno sicure, più difficili da percorrere. E questo riguarda tutti, non solo gli autotrasportatori. Se poi guardiamo alle autostrade, la situazione è sotto gli occhi di tutti: cantieri continui, code, tempi di percorrenza che si allungano e velocità commerciali che si abbassano, a fronte di pedaggi sempre più alti. Tutto questo significa costi maggiori, ritardi, disservizi causati alla committenza, oltre a maggior traffico, anche sulla viabilità ordinaria.
Serve una programmazione diversa degli interventi e serve il coraggio di fare scelte strategiche vere, in tempi rapidi: un’autostrada più funzionale e la terza corsia, con o senza arretramento, sono fondamentali».

Di fronte a tutto questo, il presidente ha teso ad evidenziare come il ruolo dell’associazione sia fondamentale. «Fare categoria oggi è ancora più importante di ieri. Oggi essere parte di Cna Fita non è solo un atto formale, è una necessità. Perché da soli si fa fatica, insieme invece possiamo portare i problemi sui tavoli giusti, difendere il lavoro delle imprese, portare proposte concrete e ottenere risultati, con un lavoro costante di confronto e rappresentanza. Il mondo dell’autotrasporto oggi chiede solo di poter fare il proprio mestiere in condizioni dignitose e sostenibili. Per le imprese, per chi ci lavora, per le famiglie che vivono di questo lavoro e per tutta la comunità che ogni giorno dipende dal trasporto delle merci».


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