di redazione CF (foto Simone Corazza)
Ascoltare i cittadini, confrontarsi sui temi, avanzare proposte concrete in vista delle prossime elezioni comunali. È stato questo l’obiettivo dell’assemblea pubblica, moderata dal giornalista Maurizio Blasi, organizzata da Fermo Città Comune, la coalizione di centrosinistra (Pd, Avs e La Città che Vogliamo), che ha riunito ieri mattina nel centro sociale di Villa Vitali numerosi interventi e posizioni diverse sul futuro della città.
Tra i primi a prendere la parola il consigliere comunale del Pd Paolo Nicolai, che non ha usato mezzi termini: «Questa città è in crisi. Non c’è un indicatore positivo, certo non è tutta colpa dell’amministrazione, ma dobbiamo lavorare per uscire da questa situazione». Nicolai ha sottolineato l’importanza di partire dalle idee e dal confronto. Al riguardo la coalizione abbia messo nero su bianco un documento provvisorio da cui avviare la discussione.
A ribadire la necessità di un nuovo metodo è stata Doroteo Vitali del Pd, che ha sottolineato la necessità di rimettere al centro i temi e il dialogo con la città. Tra le proposte avanzate, la costituzione di un ufficio per il diritto alla casa, il trasporto pubblico locale gratuito per gli over 65 e per gli studenti fermani, una comunità che tuteli il diritto alla salute e l’introduzione del salario minimo comunale.
Critico anche Francesco Trasatti, ex presidente del Consiglio oggi presidente del conservatorio e consigliere comunale de La Città che Vogliamo, che ha parlato di un declino vissuto dall’interno dell’amministrazione: «Da civismo si è passati al cinismo. Stando dentro l’amministrazione abbiamo visto il declino. Ci sono state cose positive, come il turismo e la cultura, ma molte altre negative di cui ora siamo pronti a discutere».
L’assemblea, durata oltre due ore, è stata caratterizzata da un confronto aperto. Dopo l’introduzione di Vitali e il saluto del sindaco di Osimo Michela Glorio, collegata telefonicamente, sono intervenuti diversi cittadini e rappresentanti di associazioni. Alla seconda parte dell’incontro si sono presentati anche alcuni fermani rimasti inizialmente in ascolto.
Presenti anche Andrea Petracci, ultimo nome uscito nel toto-candidati sindaco, e l’associazione Noisette degli studenti, che ha chiesto maggiore attenzione ai temi della sicurezza scolastica. Di crisi e lavoro ha parlato Alessandro De Grazia della Cgil.
Ampio spazio anche ai temi della sicurezza, dell’ambiente e della riqualificazione urbana. È stata ricordata la perdita di circa 2mila abitanti e di 700 partite Iva, così come la necessità di recuperare spazi per i giovani. Interventi anche di Giuseppe Buondonno e Sabrina Valesi di Avs ha ricordato il lavoro di coordinamento di Avs. In chiusura Nicola Pascucci ha assicurato che ora inizierà la sintesi delle proposte: «Faremo una sintesi di quanto emerso e poi scriveremo il programma in due o tre settimane».
A destra, invece, si cerca la composizione. L’uscita dei partiti di centrodestra (FdI, Lega, Fi, Noi Moderati e Udc) con cui hanno annunciato di voler correre uniti e compatti con i rispettivi simboli, ha prodotto reazioni a catena a non finire: Alberto Scarfini subito a dichiarare di essere pronto a candidarsi a sindaco incassando nel giro di poche ore gli appoggi del vicesindaco reggente Mauro Torresi e dell’ex sindaco, oggi assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro.
E poi è arrivato il governatore delle Marche, Francesco Acquaroli che, di fatto, ha invitato tutti al buonsenso, ovvero a trovare la quadra per andare uniti alle elezioni. E ora dopo un primo passaggio a Roma da parte di Calcinaro, circolano voci secondo cui saranno alcuni rappresentanti delle forze civiche (vedasi Piazza Pulita) a recarsi nella capitale per un summit con i vertici di partito. Insomma si cerca un punto di contatto tra chi si proclama da sempre civico (e tale vuole restare) e chi sventola con rinnovato orgoglio le bandiere di partito.
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