Il Partito Democratico di Sant’Elpidio a Mare, passa all’attacco e attraverso un lungo comunicato fa il punto sulle situazioni che stanno tenendo banco nella vita amministrativa della città, non tralasciando attacchi nei confronti dell’attuale giunta guidata dal sindaco Gionata Calcinari.
«Le vicende di queste ultime settimane ci restituiscono l’immagine di una amministrazione comunale che, dopo ben 8 mesi dall’insediamento, naviga “a vista”, senza alcun obiettivo definito, ed in evidente stato confusionale.
Il cantiere della scuola Bacci, con ben 12 milioni di euro di investimento pubblico, rappresenta l’opera più grande che si sta realizzando in città, un cantiere interessato da un provvedimento di blocco di ben 5 giorni oltre che da sanzioni per circa 50 mila euro, per irregolarità sulla sicurezza nel cantiere. Una situazione nella quale Sindaco ed amministrazione dichiarano candidamente di non sapere nulla – affermano dal Partito Democratico elpidiense – ci chiediamo come sia possibile che l’amministrazione non si occupi quotidianamente di un cantiere così importante? E che fine ha fatto la nuova palestra, in larga parte già finanziata, di cui non è più dato sapere nulla? Ricordiamo che quando Calcinari era all’opposizione le interrogazioni erano giornaliere».
Il Pd passa poi a riflettere sul caso di presunto abuso edilizio, che ha interessato l’assessore al bilancio Silvia Tiburzi.
«Un assessore in carica, la dottoressa Silvia Tiburzi, viene interessata da un provvedimento di abuso edilizio per un immobile in carico ad una società di cui è comproprietaria. Mai nella storia di Sant’Elpidio si è verificato un fatto politicamente così grave – dichiarano dal Pd – poco infatti deve interessare la politica che l’abuso sia avvenuto prima o dopo l’acquisizione delle quote da parte della Tiburzi o che lei ne sia stata all’oscuro oppure no, anche se, viste le competenze della dottoressa ci risulta difficile crederlo, un po’ come l’appartamento dell’ex ministro Scajola intestatogli “a sua insaputa”. Il dato politico è che oggi vi è una situazione di contenzioso con il Comune, e che è bene sia risolto dalla Tiburzi da privato cittadino e non dalla Tiburzi assessore. Le dimissioni sono un gesto di trasparenza obbligato. Ci meraviglia la posizione assolutoria assunta dal sindaco Calcinari in questo caso, mentre ricordiamo che non più tardi di due anni fa, lo stesso Calcinari dall’opposizione chiedeva le dimissioni, con tanto di minacce di esposti alla procura della repubblica, dell’ex assessore Stefano Pezzola, oggi curiosamente in maggioranza con lui, perché un suo parente aveva costruito abusivamente un chioschetto per la rivendita di frutta e verdura. Ci chiediamo cosa sia cambiato in Calcinari da allora?»
Infine dal centrosinistra arriva la bordata sulla proposta della giunta Calcinari di realizzare la nuova scuola di Casette d’Ete presso l’ex Consorzio Agrario.
«Sulla scuola di Casette si palesa un condensato della spregiudicatezza di Fratelli d’Italia e dell’improvvisazione di questa amministrazione. Sappiamo tutti come e perché è stata chiusa la scuola della Parrocchia, in particolare chi allora fece l’esposto. Una speculazione politica bella e buona, incurante delle ricadute sulla cittadinanza. Conosciamo anche gli impegni presi dal consigliere regionale Putzu in campagna elettorale a Casette, per perorare l’elezione di Calcinari, sia in termini di finanziamento che in termini di tempo. Così come abbiamo udito gli impegni presi nei confronti della parrocchia da parte della lista degli ex Pignotti confluiti in “Noi Moderati” a supporto di Calcinari: Tofoni, Bracalente, Pezzola e Mariani. Oggi vengono chiuse le porte nei confronti della parrocchia, quasi addossandogliene la responsabilità, con il benestare di Noi Moderati, e per il futuro nulla di definito – afferma il Partito Democratico – viene rispolverato un progetto dell’ex sindaco Pignotti presso l’ex consorzio agrario, cosa che all’epoca venne osteggiato dalle opposizioni per l’impatto sul centro abitato e perché pregiudicherebbe ogni ipotesi di riqualificazione urbana della Piazza, e si parla di un ipotetico project financing, formula oramai abusata per promettere senza poi concludere nulla. A Casette d’Ete possono mettersi l’anima in pace, per tutto il mandato Calcinari non vedranno nulla. Probabilmente per la prossima campagna elettorale ci sarà un nuovo fantastico rendering da proiettare, e una nuova comparsata di qualche pezzo grosso a promettere soldi. Infine, Calcinari dichiara che la scuola si farà perché i cittadini di Casette “se la meritano!”. Ebbene, premesso che una scuola la si fa perché “serve” e non per imprecisati “meriti”, riteniamo che i cittadini tutti, a partire da quelli di Casette d’Ete, meritino prima di tutto verità e rispetto, oltre ad una amministrazione che amministri, con un programma chiaro e definito, e non vivendo alla giornata»
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