La ricostruzione post-sisma non significa soltanto riedificazione del patrimonio edilizio e ritorno alla normalità, ma rappresenta l’occasione per dare forma un futuro diverso, fondato sulla sicurezza, la sostenibilità e la valorizzazione del territorio. Sono stati questi i temi al centro dell’evento “Il rilancio delle Marche a 10 anni dal sisma” che si è tenuto oggi alla Bit di Milano, presso lo stand regionale Let’s Marche.
L’appuntamento è stato suddiviso in due diversi momenti. Il primo talk, dal titolo “Modello Appennino Centrale: ricostruzione e sviluppo per la montagna”, ha visto la partecipazione del Commissario Straordinario al 2016 Guido Castelli, del sottosegretario alla Presidenza della Regione Silvia Luconi, dell’imprenditore Alberto Rossi, dell’artista Guasco e dei sindaci della DMO Sibillini Italy Experience: Montefortino (Comune capofila) Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Montegallo, Montemonaco, Sarnano e Ussita.
«Lo spopolamento è la vera emergenza dell’Appennino centrale – ha dichiarato il Commissario Guido Castelli – Le attività di ricostruzione e rilancio economico e sociale dell’Appennino centrale hanno prodotto risultati di notevole interesse per soluzioni sul futuro delle aree montane e alto collinari che rappresentano i due terzi dell’Italia. Vogliamo offrire un modello di rigenerazione territoriale per restituire nuove prospettive di vita e di futuro. Questo significa non solo rispondere a un dovere verso le comunità colpite, ma dare forma un modello di rigenerazione territoriale per l’intero Paese: il Modello Appennino centrale. In Italia, gestire il partenariato pubblico-privato è sempre una scommessa difficile, ma è una battaglia che dobbiamo vincere». Nel cratere sisma 2016, che comprende quattro Regioni e 138 Comuni, la ricostruzione edilizia avanza insieme alla riparazione economica e sociale.
Un percorso ormai definito “Laboratorio Appennino Centrale”, nel quale si stanno sperimentando buone pratiche amministrative replicabili in altre aree interne, azioni a tutto campo con l’obiettivo specifico di dare nuove prospettive, strutturali e durature, a questi territori. Un esempio in tal senso è rappresentato dagli interventi innovativi sulle reti idriche, con sistemi avanzati di monitoraggio del territorio e la realizzazione del primo acquedotto antisismico, sostenuti anche dal Piano Nazionale Complementare sismi. Inoltre, è stata avviata una virtuosa valorizzazione della filiera del legno: un protocollo con il Ministero dell’Agricoltura promuove la gestione agro-silvo-pastorale e un’ordinanza commissariale prevede un contributo maggiorato del 10% per chi ricostruisce in legno, creando economia locale, sicurezza ambientale e reddito stabile.
Il turismo poi, rappresenta uno dei principali volani di sviluppo territoriale. Il Piano Cammini, gli itinerari spirituali e naturalistici, la ricostruzione dei rifugi e la riqualificazione degli impianti di risalita puntano a un’offerta destagionalizzata e sostenibile. All’interno di questa visione, il progetto del Dmo Sibillini Italy Experience rappresenta la prima rete strutturata della montagna dell’Area sisma: i Comuni marchigiani di un territorio compreso tra due Parchi Nazionali (dei Monti Sibillini e dei Monti della Laga), hanno deciso di mettersi in rete per strutturare e valorizzare il proprio territorio in ottica di insieme mantenendo, al contempo, le proprie unicità. Infine, è stato presentato il progetto culturale realizzato con l’artista Guasco, che utilizza l’arte come strumento di “place branding”, trasformando il territorio in un museo diffuso capace di unire tradizione, leggenda e contemporaneità. La testimonianza dell’armatore Alberto Rossi, imprenditore che conosce bene questi luoghi e che conferma l’efficacia di investimenti di questo tipo. C’è bisogno di far avvicinare investimenti di imprenditori sul territorio, che potranno utilizzare gli incentivi di uno strumento come la Zona economica speciale, provvedimento di fondamentale importanza per tutta l’imprenditoria locale.
Nel corso del secondo talk, insieme al Commissario Castelli e al Presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini sono intervenuti rappresentanti delle Marche che hanno usufruito della Misura B2.2 del Programma NextAppennino, dedicata al partenariato speciale tra pubblico e privato per la valorizzazione del patrimonio pubblico nel turismo, la cultura, lo sport e l’inclusione. In particolare, sono stati approfonditi i progetti dell’Unione Montana del Tronto e Valfluvione. “la trama e l’ordito, ritessere le connessioni per uno sviluppo sostenibile dei territori”; il progetto “Hub Obiettivo Borghi”(Comune capofila Belforte del Chienti in rete con Caldarola, Cessapalombo, Serrapetrona, Camporotondo di Fiastrone); il progetto “I Lake – progetto di valorizzazione del sistema turistico del Lago di Fiastra” e “Tessuinim la Valle Sacra” (Comune capofila Cossignano in rete con Castignano, Force, Montalto delle Marche, Montedinove, Offida, Rotella) e il progetto di Acquasanta Terme. Nel corso dell’incontro è stato ricordato che nel cratere sisma sono stati complessivamente finanziati 212 progetti per oltre 170 milioni di euro in tema turistico. Nelle sole Marche, invece, i progetti approvati sono stati 99 per 79,04 milioni di euro.
«A differenza delle tradizionali politiche per le aree interne — ha concluso Castelli — nell’Appennino centrale stiamo lavorando a un piano unitario che connette infrastrutture, imprese e comunità. L’obiettivo è rendere i nostri borghi vissuto tutto l’anno, non solo occasionalmente. Dalla ricostruzione può nascere una nuova idea di territorio, fondata su storia, arte, cammini e sviluppo, che valorizzi questo “immenso patrimonio di miniature millenarie” anche grazie al supporto del mondo privato».
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