
L’ultima assemblea provinciale Pd
Tanto tuonò che piovve, verrebbe da dire: il Pd provinciale di Fermo è stato commissariato. E per tenere le sue redini è stato chiamato nel Fermano l’ex sindaco di Rimini, oggi parlamentare, Andrea Gnassi.
La decisione sarebbe scaturita dopo una riflessione all’interno del Pd nazionale. Dopo le dimissioni dell’ex segretario Luca Piermartiri, si sono acuite le frizioni all’interno dei dem del Fermano, con due opposte fazioni arrivate ormai all’arma bianca.
L’ultima riunione assembleare delle scorse settimane proprio per affrontare anche il nodo segretario ha partorito una quasi inevitabile fumata grigia. Tendente di certo al nero fuligginoso. Tutto rinviato in attesa dell’assemblea regionale (da cui però, a quanto pare, non sono emersi elementi, o meglio appigli, per arrivare a una decisione).
Insomma un partito, quello provinciale dei dem, che ha provato a prendere tempo. Invano. I dem si sono anche scontrati sui nomi, ovviamente. Da una parte chi ha spinto per consegnare le chiavi del partito a Stefano Pompozzi, chi ha proposto una segreteria pro-tempore, in vista del congresso nazionale, da affidare al presidente Giuseppe Pochini (affiancato da due nomi in rappresentanza delle rispettive cordate). Ma nulla, nessun accordo, nemmeno a scadenza, dunque nemmeno una tregua seppur armata. Anzi, l’ultima assemblea ha riportato a galla tensioni e frizioni mai sopite su cui avevano gettato benzina le ultime candidature alle regionali.
Tensioni e uno stallo che si protraggono da tempo e che evidentemente hanno spinto il nazionale a decidere per il commissariamento. E ora il Pd del Fermano, seppur finalmente con una guida, si ritrova a dover affrontare due appuntamenti non da poco (il referendum sulla giustizia e, soprattutto, le elezioni a Fermo) con un commissariamento che pesa come un macigno sull’immagine pubblica dei dem. Soprattutto quando si dovrà andare a parlare con gli elettori.

Al centro il presidente Giuseppe Pochini
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