Pd commissariato, scintille Calcinaro-Trasatti «Si candidano e criticano con chi ha amministrato insieme a me» «Disgustato dal tuo modo di polemizzare»

FERMO - Botta e risposta al vetriolo tra l'ex sindaco e l'ex presidente del consiglio fermano: «Il Pd del Fermano verrà guidato dall'ex sindaco di Rimini perché non si trova l'accordo sul nuovo segretario. Tra poco il Pd locale si candiderà alla guida della città di Fermo. Il tutto insieme a chi ha amministrato insieme a me per dieci anni. E oggi tutti loro criticano l'amministrazione della città di Fermo. Buona campagna elettorale a loro». «Ora so che sei una persona vendicativa ma penso che ognuno possa fare il suo percorso senza essere continuamente tirato in ballo, anche nel rispetto di 9 anni di amministrazione vissuti insieme. Vorrei cercassimo di mantenere uno stile di confronto, che la città merita, anche se ho timore che questo mio appello cadrà nel vuoto»

Da sin. Paolo Calcinaro e Francesco Trasatti

La notizia del commissariamento del Pd provinciale, se da una parte ha lasciato l’amaro in bocca in casa dem, dall’altra non è certo passata inosservata alla politica fermana a tutto tondo. E sono subito scintille tra l’ex sindaco di Fermo, oggi assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, incallito sostenitore del candidato sindaco Alberto Maria Scarfini, e il suo ex vicesindaco prima ed ex presidente del consiglio comunale Francesco Trasatti, oggi presidente del conservatorio Pergolesi di Fermo, consigliere comunale de La Città che Vogliamo che ha dato vita alla coalizione “Fermo Città Comune”.

Per anni i due sono stati protagonisti di una vicinanza amministrativa, con di tanto in tanto, vero, dei distinguo, soprattutto da parte di Trasatti. Ma dopo lo strappo in maggioranza, con la lista La Città che Vogliamo passata all’opposizione, e le candidature su opposte fazioni (Calcinaro per Acquaroli e Trasatti per Ricci) la distanza tra i due si è fatta siderale.

E oggi quella distanza riemerge, più tagliente che mai. Il campo di battaglia, questa volta, Facebook. A dare la stura al botta e risposta al vetriolo un post dell’ex sindaco: «Il Pd del Fermano verrà guidato dall’ex sindaco di Rimini perché non si trova l’accordo sul nuovo segretario. Tra poco il Pd locale si candiderà alla guida della città di Fermo. Il tutto insieme a chi ha amministrato insieme a me per dieci anni (chiaro riferimento a Trasatti e alla sua lista che ha già lanciato, insieme al Pd e ad Avs la coalizione “Fermo Città Comune” ndr). E oggi tutti loro criticano l’amministrazione della città di Fermo. Buona campagna elettorale a loro».

La risposta di Francesco Trasatti, però, non si è fatta attendere. Una novità assoluta per l’ex presidente del consiglio: «Non ho mai commentato un tuo solo post, perché mi disgusta entrare nel tuo modo di polemizzare e aizzare le persone via social. Mi sono dimesso e me ne sono andato l’8 di luglio lasciando il mio ruolo e motivando pubblicamente le mie ragioni col mio gruppo, prima di tutto umane, e il cinismo e l’opportunismo di questi post ne sono l’esempio, e poi di coerenza politica: ti sei candidato con la destra e noi non votiamo a destra. Come dissi allora e come ripeto, difenderò e difenderemo il lavoro svolto nel passato senza imbarazzi né mi farò problema a fare mea culpa di cose che non sono andate bene o potevano andare meglio, per proporre come correggere il tiro. Evidentemente, per abbandonare il tuo ‘transatlantico di successo’, il disagio che dovevamo provare era parecchio. Ora so che sei una persona vendicativa ma penso che ognuno possa fare il suo percorso senza essere continuamente tirato in ballo, anche nel rispetto di 9 anni di amministrazione vissuti insieme. Tu fai l’assessore regionale e io mi occupo di altro. Tu sosterrai Alberto e noi faremo un nostro percorso. Vorrei cercassimo di mantenere uno stile di confronto, che la città merita, anche se ho timore che questo mio appello cadrà nel vuoto».

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