Servire con gioia e semplicità: le Misericordie d’Italia in udienza privata da Papa Leone XIV. Un incontro carico di significato spirituale e istituzionale quello vissuto ieri dalle Misericordie d’Italia, ricevute in udienza privata da Papa Leone XIV nella Sala Clementina, in Vaticano.
Oltre 200 confratelli e consorelle, insieme alle delegazioni internazionali, hanno portato al Santo Padre la testimonianza concreta di un servizio che ogni giorno attraversa l’Italia e raggiunge anche le terre ferite dalla guerra, facendosi prossimità, cura e presenza accanto ai più fragili.
Tra i presenti anche la Misericordia di Montegiorgio, rappresentata dal correttore spirituale per la Misericordia di Montegiorgio e per le Marche, don Pierluigi Ciccarè, e dal vicegovernatore Giuseppe Mariani, segno di un legame vivo e profondo con il cammino del movimento nazionale.
I valori richiamati dal Santo Padre
“Spiritualità, carità, attenzione ai bisogni di oggi”: sono questi i valori fondanti e identitari del movimento delle Misericordie richiamati dal Papa nel suo discorso. Parole che hanno toccato il cuore dei volontari. Dal Santo Padre è arrivato un invito chiaro a continuare a servire con gioia e spontaneità, diventando messaggeri di speranza e di pace, come simboleggiato dalla croce giubilare. Un richiamo anche all’esperienza di Fratres, esempio di cultura del dono attraverso la donazione del sangue.
Al termine dell’incontro, il Papa ha benedetto un’ambulanza destinata a Ivano-Frankivs’k, in Ucraina, e un ambulatorio mobile per Betlemme e la Striscia di Gaza. Un gesto dal forte valore simbolico, che traduce in segni tangibili quella carità che non conosce confini e che si fa presenza concreta nei contesti più difficili. Le Misericordie, nate a Firenze nel 1244, rappresentano oggi una delle più antiche e radicate realtà di volontariato in Italia. Un movimento che conta centinaia di migliaia di soci e oltre 100mila volontari impegnati quotidianamente nell’emergenza sanitaria, nei servizi sociali, nella formazione e nell’assistenza alle persone più fragili.
C.N.
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