Pd commissariato, “ora parlo io”. Piermartiri al vetriolo: «Nessuno mi addossi colpe non mie. Altri dovrebbero dimettersi»
L'EX SEGRETARIO provinciale del Pd, dopo le sue dimissioni e il commissariamento del Partito ha subìto critiche e attacchi frontali. Oggi decide di parlare, di replicare respingendo al mittente le accuse. Nel mirino "diretto" Fabiano Alessandrini, Loredana Marziali, Chiara Croce e Marisa Ercolani
Il commissariamento della federazione provinciale del Pd ha generato reazioni a catena a non finire. E molte di queste hanno seguito un filo conduttore condito di critiche, anche taglienti, che portava a un solo nome: quello dell’ex segretario provinciale Luca Piermartiri.
Attacchi, critiche si diceva, accuse dirette a lui che si è dimesso dalla guida del provinciale dem. Già quando era in sella qualcuno ha puntato l’indice nei suoi confronti. Ma è stato il commissariamento, con le chiavi del partito affidate dalla segreteria nazionale all’onorevole Andrea Gnassi, a dare la stura agli attacchi più feroci. Da ultimo quello delle segretarie dei circoli di Montegranaro e Sant’Elpidio a Mare. Lui ha incassato, è andato avanti in silenzio per la sua strada. Ma oggi, forse avendone un pò troppo, ha deciso di parlare, di replicare, di dire la sua.
«Mi dispiace constatare che c’è ancora chi si perde in chiacchiere e farneticazioni. Dal canto mio continuo a lavorare, non sottovalutando, ad esempio, l’importanza del referendum ormai prossimo. Finora sono rimasto in silenzio, consapevole del fatto che ci saranno altri importanti appuntamenti elettorali, tuttavia non posso più tacere dinanzi agli ennesimi attacchi scomposti e privi di senso».
E via con una disamina a tutto tondo: «In primis. Nessuno deve permettersi di addossarmi colpe non mie, come troppo spesso è stato fatto; se è arrivato il commissario non è certo addebitabile a me, semmai a responsabilità altrui e all’incapacità di trovare una sintesi.Sono rimasti bloccati da logiche personali e di corrente, proprie quelle che ho combattuto nel corso del mio mandato, proprio quelle per cui si è scelto di ostacolare un percorso di cambiamento. Adesso, esaurito il mio tempo naturale (precisamente a dicembre 2025), si ritrovano nuovamente ostaggi di quel che hanno voluto che restasse. E se proprio vogliamo parlare di responsabilità, ebbene…io sono l’unico ad essersele assunte: non ho accettato proroghe, non mi sono ricandidato e ho rimesso il mio mandato, a differenza di chi resta ancora lì. A quali logiche personali si fa riferimento? Ricordo che, in quanto segretario di federazione, non ho voluto candidarmi alle regionali, proprio per non essere elemento di divisione. Quanti altri segretari possono dire lo stesso?! E poi il resto. A Fabiano Alessandrini e alla segretaria di Sant’Elpidio a Mare Loredana Marziali va rinfrescata la memoria…da che pulpito danno lezioni? Hanno perso due elezioni consecutive distruggendo un partito: la prima imponendo il nome di Alessandrini che non arrivò neanche al ballottaggio; la seconda scaricando il nostro candidato Romanelli a pochi mesi dal voto e alleandosi con forze palesemente di destra. Notizia recente, infatti, il riemergere della lista Forza Italia, proprio da quella civica che sostenne Orsili, con cui il Pd locale scelse di allearsi. Come è già noto erano tutte prese di posizione contrarie alla linea del provinciale. Per aver sostenuto una coalizione di centrosinistra sono stato segnalato più volte alla commissione di garanzia regionale e qualcuno paventava addirittura l’espulsione dal partito. Fatti inequivocabili! Questo sì che è un mondo al contrario. Loro dovrebbero dimettersi: Alessandrini dagli organi regionali e Marziali dal suo ruolo di segretaria di circolo. Fa sorridere anche la posizione della segretaria di veregrense Ercolani. Si parla di cerchio ristretto?! La mia segreteria ha sempre coinvolto tutti, compreso il suo circolo. Si scelse Montegranaro per far ripartire la Festa de L’Unità provinciale; così come hanno sempre avuto una rappresentanza in segreteria: Chiara Croce e la stessa Ercolani. Fa ancor più strano che si dica ciò se pensiamo al fatto che, più di tutti, hanno accumulato ruoli: provinciali e regionali, istituzionali e di partito, rispondendo esclusivamente a logiche correntizie. Ricordo che Montegranaro ha espresso una candidatura alle regionali con il ruolo di capolista (Chiara Croce, ndr) e che la medesima persona occupa svariati posizioni nel Pd Marche, senza particolari meriti politici. Vorrei inoltre far presente che il circolo esprime un consigliere provinciale, inserito dal sottoscritto nella lista per le provinciali, e che la stessa Ercolani fa parte della commissione di garanzia regionale. Quindi… da cosa si sentono esclusi precisamente?! Sono attacchi strumentali che rispondono a logiche già citate. Inutile esorcizzare la realtà cercando di cambiare le carte in tavola. A me sembra che stiano soltanto facendo del male al partito. Io, a dirla tutta, sono molto impegnato a far capire alla gente perché votare No al referendum e la sala stracolma di Porto Sant’Elpidio lo ha dimostrato».