Fials Fermo, Donati: «Preoccupati per l’andamento occupazionale e la scadenza dei contratti determinati dei lavoratori dell’Ast di Fermo»

SINDACATI - Fials Fermo ritiene indispensabile la convocazione urgente del tavolo sindacale per avviare con il Direttore Generale Ast Fermo, un confronto serio sul fabbisogno di personale e sul reclutamento dello stesso

Giuseppe Donati

Con una lunga nota, il responsabile territoriale del Fials Fermo, Giuseppe Donati, esprime le proprie preoccupazioni riguardo le condizioni dei lavoratori dell’Ast di Fermo.

«In qualità di nuovo Commissario Straordinario della Fials provinciale di Fermo, esprimo una certa preoccupazione per come è stato pensato il Piano di Fabbisogno di Personale 2026-28 inserito all’interno del Piao di Ast Fermo e per la prospettiva di dover affrontare ancora una volta, il periodo estivo in grande affanno, senza le risorse necessarie per garantire i diritti degli operatori e la legittima richiesta di servizi da parte degli utenti».

«La preoccupazione aumenta perché non si conosce, a poco meno di un mese dalla scadenza, la sorte dei contratti a tempo determinato in scadenza a partire da marzo – sottolinea Donati – complessivamente saranno più di 50 i dipendenti di vari profili, soprattutto infermieri ed Oss, ma anche amministrativi, che rischiano concretamente di non vedersi rinnovare il contratto. Se ciò accadesse, l’intero sistema assistenziale ed organizzativo di Ast Fermo, andrebbe fortemente in sofferenza – aggiunge Donati – per Fials Fermo i tempi determinati dovranno essere rinnovati almeno fino al termine del 2026 per evitare contraccolpi negativi e l’impossibilità di pianificare in modo dignitoso le ferie estive. A tal proposito, l’idea che sta girando tra gli addetti ai lavori, di voler programmare i turni di ferie estive del personale del comparto, ad isorisorse quindi senza alcun aiuto di nuove assunzioni e con un finanziamento ridotto per le risorse aggiuntive, lo voglio dire con grande franchezza, non potrà che scatenare reazioni sindacali molto dure. La speranza è di essere smentiti, ma con i fatti e non con le solite chiacchere».

«Se vero infatti, che grazie ai fondi finalizzati alla realizzazione ed implementazione delle strutture legate alla sanità territoriale, al potenziamento dell’Adi e all’avvio dell’infermiere di comunità ( D.L. 77) sono state finanziate 22 nuove assunzioni d’infermieri è altrettanto vero, che le notizie fatte circolare sulla stampa e dai social sul tema, nascondono mezze verità – continua Donati – di fatto, dei 22 infermieri che verranno assunti in Ast Fermo come preannunciato, 6 sono già in servizio a tempo determinato quindi non costituirebbero alcun incremento della dotazione attualmente in essere e altre 3 sono in maternità, per cui non potranno essere inserite nell’organizzazione. Ricordo che nei comunicati dell’epoca, si parlava di nuove assunzioni effettive, quindi i 22 infermieri in più, tali dovevano essere. Invece, stando all’evidenza, il numero d’infermieri effettivamente destinato a potenziare l’organico, ampiamente insufficiente rispetto alle carenze gravi, riscontrabili in Ast Fermo, si abbassa in modo preoccupante. L’Ast Fermo, giustamente, in previsione della scadenza ravvicinata della graduatoria d’infermieri, sta effettuando chiamate da tale graduatoria, per sostituire il turn over fisiologico previsto nella prima metà del 2026, prima che cessi la validità della stessa. Procedura condivisibile ed opportuna ma non ingannino le tante richieste di disponibilità per presa servizio giunte nelle ultime settimane. Le unità chiamate, serviranno per coprire i posti che si libereranno a causa di pensionamenti o trasferimenti. Nonostante l’innalzamento del tetto di spesa, riconosciuto alla Ast Fermo da parte della Regione, pari a circa 1,8 mln di euro, riconoscimento giusto visto che è la provincia in cui si è aperto un nuovo ospedale (Amandola) e se ne dovrà aprire un altro molto più importante qual’è quello di Campiglione, i numeri del personale del comparto contenuti nel Piano di Fabbisogno 2026, non riportano».

«Ecco perché Fials Fermo ritiene indispensabile la convocazione urgente del tavolo sindacale per avviare con il Direttore Generale Ast Fermo, un confronto serio sul fabbisogno di personale e sul reclutamento dello stesso. Il metodo con cui si costruiscono i Piani di fabbisogno poi inseriti nel Piao, dovrebbe cambiare e alla svelta! Basta con il solo criterio economico-finanaziario da rispettare – conclude Donati – così non si andrà molto lontano. Per Fials Fermo, si dovrebbe cambiare passo alla svelta. Bisognerebbe partire dagli effettivi bisogni assistenziali e dalla reale complessità degli interventi da attuare. Solo dopo, andrebbero definite le risorse finanziarie e il numero di figure professionali necessarie per dare le risposte dovute. Attualmente in Ast Fermo, la distanza tra il carico assistenziale reale e quello che, con grande abnegazione, operatori e professioni di ogni settore e qualifica, riescono a garantire, aumenta in modo preoccupante, generando rabbia e frustrazione crescenti. Le criticità non sono solo quelle del personale sociosanitario. Mancano gli autisti per i collegamenti interni, la distribuzione del vitto, ecc. Il Servizio va avanti esclusivamente grazie al lavoro straordinario ripetuto e strutturato. Una modalità vietata da norme contrattuali e dal diritto del lavoro. Ma la beffa per questi operatori non finisce qui. Rischiano anche di vedersi cancellare dal cartellino, le ore accumulate e mai potute recuperare a causa della carenza di personale. Va a rilento pure l’espletamento del concorso bandito da Ast Fermo per l’assunzione di autisti di ambulanza, indispensabili perché alcuni tipi di trasporto, ad esempio quelli del sangue, devono essere effettuati con auto specifiche, guidate da un autista di ambulanza. Il Sindacato Fials Fermo, che si sta strutturando velocemente e in pochi giorni ha raccolto centinaia di iscritti, non si sottrarrà al confronto costruttivo su tantissimi problemi esistenti in Ast Fermo, ma pretenderá che la Direzione Generale sui tanti problemi esistenti ancora irrisolti, dimostri attenzione e capacità di porre correttivi nel rispetto dei diritti dei lavoratori e non contro di essi. Vedremo. La metteremo alla prova dei fatti, poi decideremo come agire a tutela dei cittadini, pazienti e dipendenti».


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