Caro energia, Emiliozzi (M5S): «No a soluzioni tampone, sì a comunità energetiche»
FERMANO - La coordinatrice provinciale del Movimento 5 Stelle: «In molte realtà italiane stanno già portando benefici economici e creando fondi comuni per interventi sociali e nuovi investimenti. Eppure nel Fermano siamo ancora ai blocchi di partenza: poca regia politica, zero accompagnamento operativo a Comuni e categorie produttive. Come M5S del Fermano abbiamo deciso di rimettere questo tema al centro dell’agenda»
«Le parole di Cna fotografano una realtà che nel Fermano conosciamo bene: micro e piccole imprese schiacciate da costi energetici sproporzionati, con bollette che diventano un fattore di crisi e un freno alla competitività. È giusto chiedere misure strutturali, come sottolinea Tomassini, ma la domanda vera è: perché, mentre l’emergenza è evidente, nelle Marche e nella provincia di Fermo nessuno sta affrontando con serietà una delle soluzioni più concrete e già praticabili, cioè le Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer)? Mi stupisce che proprio in un territorio fatto di distretti produttivi diffusi, artigianato, piccole attività e Comuni medi e piccoli, si continui a ragionare quasi solo in termini di “tamponi” e non di strumenti capaci di ridurre davvero il peso delle bollette e creare autonomia energetica locale».
A dirlo è Mirella Emiliozzi, coordinatrice provinciale del Movimento 5 Stelle, che prende spunto dalle recenti dichiarazioni della Cna. «Le Cer – continua Emiliozzi – non sono uno slogan: sono un modello che permette a cittadini, imprese ed enti locali di produrre e condividere energia rinnovabile, abbassando i costi e reinvestendo sul territorio. Se oggi il caro energia “penalizza i più piccoli”, come afferma Cna, allora servono risposte che riequilibrino davvero il sistema. Le comunità energetiche possono farlo: trasformano l’energia da costo ingestibile a leva di sviluppo, soprattutto per chi non ha la forza contrattuale delle grandi aziende. «In molte realtà italiane stanno già portando benefici economici e creando fondi comuni per interventi sociali e nuovi investimenti. Eppure nel Fermano siamo ancora ai blocchi di partenza: poca regia politica, zero accompagnamento operativo a Comuni e categorie produttive».
Da qui l’impegno del Movimento 5 Stelle provinciale: «Come M5S del Fermano abbiamo deciso di rimettere questo tema al centro dell’agenda, perché è qui che si gioca una parte della risposta all’emergenza. Vogliamo avviare un percorso strutturato di informazione e supporto con incontri pubblici e momenti di confronto con amministratori, associazioni di categoria, realtà territoriali, comitati e cittadini. Vogliamo spiegare in modo chiaro come si costituisce una CER, quali vantaggi porta a famiglie e imprese, quali strumenti e risorse sono disponibili, e come superare gli ostacoli che oggi scoraggiano chi vorrebbe partire. La transizione energetica – conclude Emiliozzi – non può restare un titolo o un dibattito astratto mentre imprese e famiglie affondano nelle bollette. Se davvero vogliamo difendere il tessuto produttivo fermano, dobbiamo aprire una stagione nuova fatta di proposte pratiche e realizzabili. Dove altri restano fermi, noi ci saremo: le comunità energetiche sono un’azione economica e sociale, perché incidono sulla vita reale delle persone e sulla tenuta delle nostre imprese».