Stop alla distruzione degli invenduti: micro e piccole imprese esentate

NUOVE regole Ue su trasparenza e sostenibilità, Lorenzo Totò, vicepresidente Confartigianato Imprese Macerata, Ascoli Piceno, Fermo: «Utile ad arginare la sovrapproduzione. Tuttavia occorre fare uno sforzo per definire veri criteri di progettazione, uso dei materiali, valorizzazione del riciclo e, infine, proteggere i nostri mercati e il nostro ambiente dall’ultra fast fashion, unica causa di tutto il male» 

Una rassegna di moda di Confartigianato  

 

Divieto di distruzione dei prodotti invenduti e obbligo di trasparenza: le micro e piccole imprese (Mpi) sono esentate dalla loro applicazione.

A evidenziarlo è Confartigianato Imprese, alla luce dei provvedimenti attuativi adottati dalla Commissione Europea nell’ambito del Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (Espr).

 

Il Regolamento punta a sostenere la transizione del mercato unico verso un’economia più sostenibile, circolare e competitiva, introducendo misure volte a contrastare la distruzione dei beni di consumo rimasti invenduti e a garantire maggiore trasparenza lungo la filiera.

 

In particolare, sono stati approvati: l’atto delegato che disciplina le deroghe al divieto di distruzione degli invenduti, applicabile dal 19 luglio 2026; l’atto di esecuzione che definisce il modello standard europeo per la comunicazione dei dati sui prodotti invenduti, che entrerà in vigore dodici mesi dopo la sua adozione.

È inoltre previsto che tali atti possano essere oggetto di revisione entro cinque anni dalla loro adozione.

 

Confartigianato sottolinea che le nuove prescrizioni non si applicano alle micro e piccole imprese, mentre interesseranno le imprese di medie dimensioni dopo sei anni dall’entrata in vigore.

Per le grandi imprese, invece, il divieto di distruzione entrerà in vigore due anni dopo l’adozione; l’obbligo di trasparenza si applicherà immediatamente.

 

Nel dettaglio, medie e grandi imprese che smaltiscono beni invenduti – direttamente o tramite terzi – dovranno utilizzare il format europeo e pubblicare informazioni dettagliate su: quantità e peso dei prodotti eliminati; motivazioni dello smaltimento; percentuali di riutilizzo, riciclo o recupero; misure adottate o programmate per prevenire la distruzione.

 

Le Mpi restano escluse dagli obblighi formali di rendicontazione. Tuttavia, il Regolamento introduce un principio generale valido per tutti gli operatori economici: l’obbligo di “prevenzione della distruzione”, che incoraggia l’adozione di misure concrete per ridurre, per quanto possibile, l’eliminazione dei prodotti invenduti.

 

Lorenzo Totò

«Questo provvedimento – commenta Lorenzo Totò, vicepresidente interprovinciale Confartigianato Imprese Macerata, Ascoli Piceno, Fermopotrà arginare il fenomeno della sovrapproduzione, in molti casi diventata una prassi consolidata, valorizzando la virtuosità produttiva dei piccoli produttori, da sempre attenti alla qualità e non alla quantità. Tuttavia, per chiudere il cerchio della massima sostenibilità occorre fare uno sforzo importante per definire veri criteri di progettazione, uso dei materiali, valorizzazione del riciclo e, infine, proteggere i nostri mercati e il nostro ambiente dall’ultra fast fashion, unica causa di tutto il male».


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