«Vogliamo essere onesti. Anche noi abbiamo avuto il dubbio se replicare oppure no all’amministrazione Calcinari. Questo sicuramente non per la stessa arroganza dimostrata da loro, ma semplicemente perché, a legger bene, nelle loro dichiarazioni ci sono già tutte le conferme di quanto abbiamo detto. Come avrebbe detto il famoso personaggio di Corrado Guzzanti, il santone romano “Quelo”, “la risposta è dentro di te, epperò è sbajata!“». Anche il Pd di Sant’Elpidio a Mare, guidato da Loredana Marziali, interviene sui recenti “casi” che hanno tenuto e continuano a tenere banco in città.
«In primo luogo è bene che ci chiariscano qual è la linea di condotta alla quale attenersi. Le responsabilità sono dei tecnici e la politica non si interessa, come dichiarato nel caso della scuola Bacci? Oppure è la politica che si attiva, come ci racconta la maggioranza, nel caso del presunto abuso legato al nome dell’assessore Tiburzi? Troppo facile appellarsi all’una o all’altra a seconda di quello che fa più comodo. Noi siamo abituati a fare la politica, e i nostri rilievi riguardano la politica, non ci sostituiamo né ai tecnici né ai giudici. Li ripetiamo in maniera semplice semplice: com’è possibile che dopo settimane da un provvedimento di fermo del cantiere più importante della città per gravi carenze sulla sicurezza, il sindaco dichiari di non sapere nulla? Le figure tecniche preposte, il responsabile del procedimento ed il coordinatore della sicurezza, lo ricordiamo, sono di nomina del Comune committente. Dando credito a ciò che dichiara il sindaco, ci sarebbe da valutare l’adempimento del loro incarico in cantiere. Hanno riferito al committente in merito all’accaduto? Se questo è, chiediamo al sindaco quali provvedimenti abbia preso nei loro confronti a tutela dell’Ente e propria? In merito al presunto abuso riguardante la società collegata al nome dell’assessore Tiburzi, oggi, e sottolineiamo “oggi”, si è concretizzato un iter amministrativo che vede un provvedimento emesso dal Comune nei confronti della società ricollegabile all’assessore in carica, per un presunto abuso edilizio. Tutto il resto, sul chi, come, quando, non ha alcuna rilevanza. È evidente ad oggi l’incompatibilità di questa situazione personale della Tiburzi con la carica di assessore. Dovrebbe essere chiaro soprattutto per il sindaco Calcinari, visto che da consigliere di opposizione chiedeva le dimissioni dell’ex assessore all’urbanistica Pezzola, oggi con lui, per molto meno. Curioso poi, considerando proprio che Pezzola era l’assessore all’urbanistica, che si adombrino ritardi in capo al Pd, che è all’opposizione da oltre tre anni. Sulla scuola di Casette vi è finalmente un dato di chiarezza, e cioè l’assunzione di responsabilità da parte del centrodestra della chiusura di quella di Don Gino. Per il resto non c’è alcun indirizzo chiaro e suffragato da atti. Si aspetta soltanto l’intervento di “Sant’Andrea” Putzu, l’unico santo a cui aggrapparsi. Speriamo anche noi, a questo punto che faccia la “grazia”!».
«Sulle “dinamismo” di questa amministrazione ci permettiamo di dubitare, o, se anche fosse, non se ne vedono al momento gli effetti. Le attività chiudono e – continuano ad incalzare dal Pd – i finanziamenti importanti promessi non arrivano. Se, al di là delle manifestazioni, peraltro in linea con gli anni precedenti, si cita l’asfaltatura della Brancadoro come intervento di punta, già finanziato dalla Provincia sotto la precedente amministrazione Pignotti, non occorre aggiungere altro. Infine. Ogni volta che dalla maggioranza ci rispondono, impiegano mezzo articolo per ricordarci che abbiamo perso le elezioni. Verrebbe da rispondere come il compianto Troisi nel film “Non ci resta che piangere”: “Mò me lo segno!”
Noi sappiamo benissimo di aver perso le elezioni, ed è per questo che facciamo ciò che deve fare in democrazia chi perde, l’opposizione! Dicevano i latini “tertium non datur”! Ci chiediamo invece se chi ha vinto, considerato che continua ancora oggi con gli stessi argomenti di polemica triti e ritriti della campagna elettorale, ha capito che deve governare? Cosa diversa dal comandare. Ci auguriamo che per il bene della città giungano al più presto a questa consapevolezza, e noi li sproneremo a farlo».
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