
Silvia Tiburzi
Insieme al cantiere della scuola Bacci e al futuro della scuola infanzia di Casette d’Ete, è il tema che ha più animato nelle ultime settimane la politica elpidiense. Si tratta del presunto abuso edilizio contestato ad un manufatto di Castellano, di proprietà di una società di cui è socia l’assessore al bilancio Silvia Tiburzi. A sollevare il caso è stato il gruppo consiliare di Per Sem, poi diventato Forza Italia, composto dai consiglieri Roberto Greci e Massimiliano Doppieri. A dicembre 2025, dando seguito ad un accertamento della polizia locale risalente all’ottobre dell’anno precedente, sono state emesse due ordinanze, una diffida al ripristino dello stato dei luoghi per opere eseguite senza permesso di costruire su aree di proprietà comunale ed un’ordinanza di demolizione per difformità al permesso di costruire, risalente al settembre del 2017.
I due consiglieri hanno evidenziato il termine di 90 giorni, quindi con scadenza a fine febbraio, per sanare gli abusi. «Non ci fosse stata la denuncia di un privato, la vicenda sarebbe rimasta nell’ombra – hanno osservato i due consiglieri – In caso di mancato adempimento, l’assessore sarebbe incompatibile con il suo ruolo, per sussistenza di un debito esigibile con il Comune».
Si è difesa, Silvia Tiburzi, evidenziando le origini della vicenda, «già nota alle precedenti amministrazioni, perché risalente al 2018, quando la società avviava la costruzione di un manufatto adibito a parcheggio. I lavori vennero interrotti a seguito della denuncia di un privato. Dal 2018 ad oggi nulla è stato più notificato alla società da parte del Comune, né si sono aperti contenziosi per la definizione della questione». All’epoca la Tiburzi non aveva ruoli in politica, ma neanche nella società di famiglia. «Sono entrata nella compagine sociale di società di capitali nel 2022, completamente estranea e ignara dei fatti già in essere ed intercorsi tra Comune, privato cittadino e società – spiega Tiburzi – Dal 2018 al 2025 non è stato fatto nulla. L’amministrazione attuale, in soli 7 mesi dall’insediamento, ha provveduto tempestivamente ad un’ordinanza di demolizione. È dovuta intervenire l’amministrazione Calcinari, dopo 7 anni di inerzia, emettendo il primo atto ufficiale con il quale il Comune agisce attivamente al di là dei ruoli che ognuno ricopre attualmente, nell’assoluto rispetto delle regole».
Quanto ai potenziali contenziosi, l’assessore puntualizza che «i 90 giorni concessi nelle ordinanze per le controdeduzioni degli interessati non sono ancora decorsi. Gli uffici, in autonomia e rispetto dei ruoli tecnici e politici, svolgeranno tutti gli atti necessari alla definizione della vicenda. Concludo e ribadisco la mia completa estraneità ai fatti e comunico il forte senso di legalità che mi ha portato a diffidare una società di famiglia; rivolgo agli amministratori, ex ed attuali, un solo pensiero: non cerchiamo cavilli per strumentalizzare ogni e qualsiasi situazione; concentriamoci piuttosto a risolvere i tantissimi problemi che abbiamo ereditato. Io ho cominciato e continuerò a farlo, chiunque riguardi».
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