Urbinati: «Montegranaro, buona la prima ma che emozioni al Recchioni…»

ECCELLENZA - Da capitano e mediano della Fermana vittoriosa in Serie D e protagonista dell'ultimo ciclo in Lega Pro, alla retroguardia dei gialloblù calzaturieri sino all'esordio da tecnico che ha visto, domenica scorsa, i veregrensi espugnare la tana della capolista gialloblù. «Sincere emozioni e tanti felici ricordi nel ritornare a Fermo, ma ora tutti concentrati sulla prossima gara: il derby interno contro la Sangiustese»

Gianluca Urbinati, capitano ed attuale tecnico del Montegranaro

di Redazione

MONTEGRANARO – Quando passato e presente si fondono ed all’epilogo è possibile affermare “buona la prima”.

Il Montegranaro Calcio risorge dopo tre sconfitte consecutive, rimette i metaforici piedi in terra salda, oltre cioè la palude playout della graduatoria, piazzando il blitz in casa della capolista Fermana. Un film praticamente perfetto, regia di capitan-mediano-centrale-mister Gianluca Urbinati.

L’ex centrocampista centrale della Fermana, in campo da protagonista dal 2015 al 2022, solcando cioè il traguardo del salto dalla Serie D alla Lega Pro e griffando a seguire un più che onorevole ciclo nel terzo gradino professionistico italiano, è il nuovo tecnico del Montegranaro, subentrando al termine di una settimana, quella scorsa, a dir poco turbolenta al dimissionario Gabriele Baldassari (e del vice Andrea Del Gatto, oltre all’addio avvenuto poche ore dopo del direttore sportivo Beppe Sfredda). Ambiente sfiduciato ed una classifica, dicevamo, figlia di tre sconfitte consecutive, con assetto tecnico e dirigenziale azzerato. Tra l’altro, ad acuire un quadro di stagione altalenate, il tutto a giungere dopo un primordiale addio del mister di inizio torneo, Eddy Mengo (confermato dallo scorso anno), avvenuto a cavallo della sosta natalizia a precedere nientemeno che lo strappo con il diesse giunto in terra veregrense in estate, Luca Cremona, altro ex attaccante canarino e già compagno di squadra di Urbinati. Dunque, una panoramica complessiva grigia e spigolosa, evoluta con crescente inasprimento ma al momento risolta con efficacia dall’intuizione della società di patron Andrea Tosoni: affidare il delicato compito della repentina ripartenza a punti a chi l’ambiente (leggi caratteristiche tecniche dei giocatori a disposizione, oltre al cuore ed alla mente degli stessi effettivi nella rosa gialloblù) lo conosce dalla parentesi di mercato del dicembre 2024, momento in cui “Urbi” è approdato nel mezzo della difesa calzaturiera.

Dotato di patentino tecnico federale, ad Urbinati subito la sfida in casa della capolista Fermana, compagine a macinare punti con passo di vetta grazie alle bocche di fuoco avanzate come Fofi, Cicarevic e Carmona innescati dal geniale mancino di Cabrera. Risultato, un 0-2 all’inglese passante per un undici articolato nella canonica zona, con dinamica pressione e quantità, impreziosita dalle gemme di qualità incarnate dai centri di Gomis e Tonuzi.

Urbinati, un esordio migliore nelle vesti di tecnico non poteva esserci, ma quali emozioni ha vissuto domenica scorsa nel momento in cui ha varcato i cancelli dello stadio “Bruno Recchioni”?

«Emozioni fortissime, e nell’insieme sono ritornati alla mente ricordi indelebili. In pochi secondi mi sono in pratica ripassati davanti tutti i sette anni vissuti in quel contesto ed in quell’ambiente. Quello di Fermo è uno stadio che, evidentemente, è nel mio destino. Esordire da tecnico, proprio in quella che è stata casa mia per tanti anni, credo abbia un’unicità e un romanticismo con pochi eguali».

Con il blitz del Montegranaro ha complicato i piani nobili della capolista Fermana, ora distante un solo punto dalla prima inseguitrice K Sport Montecchio, vittoriosa a Fermignano. Pensa (e si augura) che, ad ogni modo, la somma gloria stagionale di Eccellenza possa transitare, alla resa dei conti, all’ombra del Girfalco?

«Se prendiamo in premessa il momento che stavamo attraversando si è trattata, per noi, di una vittoria tanto insperata quanto fondamentale. Spero ci dia quell’entusiasmo ed autostima che ci mancava. Nelle economie della Fermana, invece, la sconfitta di domenica non cambia la sostanza del percorso che sta facendo, chiaramente il Montecchio si è avvicinato, e credo che sarà una lotta a due fino alla fine. Ci sono però da considerare anche altri fattori: il ritorno sugli spalti del tifo e “l’effetto Recchioni”, so bene che sono elementi che potrebbero incarnare un ruolo decisivo nel rush finale».

Urbinati, nel marzo del 2022, a dirigere le operazioni in mediana nell’allora Fermana di Serie C

Andando alla sua squadra, ammirata in un tradizionale ed efficace 4-4-2, ecco la puntuale copertura degli spazi e l’aggressione alta al portatore avversario, tutto condito da grinta, lucidità e generosità grazie a ruoli ricoperti da ottimi interpreti, alla quale domenica sono tra l’altro mancati elementi di livello come Jallow ed Albanesi…

«Insieme allo staff, vedendo le partite di chi ha affrontato la Fermana, abbiamo capito che rimanendo bassi prima o poi il gol sarebbe stato incassato e, rotti gli argini, i canarini avrebbero poi dilagato. Quindi, considerate anche le nostre caratteristiche, abbiamo deciso di mandare in scena una partita aggressiva, andandoli a prendere uomo a uomo con due punte e due linee da quattro strette e compatte. Il tutto per essere sempre equilibrati in fase di possesso e non possesso. Ma la vera differenza l’hanno fatta i ragazzi, parlo di chi ha giocato e di chi stava fuori, mettendoci cuore, anima, sacrificio e spirito di gruppo. Sono stati eroici. Sulle defezioni ormai siamo abituati ad averne da inizio stagione, quindi abbiamo capito che il top player della squadra deve essere senza dubbio il gruppo».

Calendario alla mano, dopo l’esordio in casa dei gialloblù di vetta all’orizzonte settimanale c’è il derby interno della calzatura contro la Sangiustese, a seguire la trasferta di Tolentino per chiudere poi il suo poker iniziale da tecnico con l’ulteriore gara domestica, ricevendo il K Sport Montecchio…

«Al momento transitiamo per una fase di un torneo proibitiva, quindi meglio concentrarci su una partita alla volta, e domenica sarà il turno del derby con la Sangiustese. So e sappiamo bene cosa rappresenta per tutta la comunità di Montegranaro e, soprattutto, per il nostro presidente. L’importante è sfruttare bene fiducia ed entusiasmo, non facendoli diventare superficialità e presunzione, continuando a lavorare con umiltà e sacrificio anche perché la nostra classifica non ammette altro tipo di atteggiamento. Quindi già da oggi siamo concentrati solo sulla sfida contro i rossoblù di Monte San Giusto».

La giovane promessa Alidori, l’affidabilità di Capodaglio ed il prezioso contributo di Zaffagnini: oltre alla disponibilità di questi centrali, mister Urbinati in futuro potrebbe schierare nel ruolo se stesso o, da qui in avanti, siederà solo in panchina per concentrarsi unicamente nel nuovo compito di allenatore?

«Non c’è dubbio: per rispetto dei miei compagni, fin quando ricoprirò questo ruolo mi concentrerò, insieme allo staff, solo nel preparare al meglio i ragazzi per la domenica. In questo calcio così intenso, così dinamico, così veloce non c’è più spazio per un player manager. Ci sono troppi dettagli e sfaccettature da analizzare e preparare prima, durante e dopo la partita che giocando non riusciresti altrimenti a focalizzare».

Il neo tecnico calzaturiero, domenica scorsa, davanti alla propria panchina. Fonte, canali web ufficiali dell’MCC Montegranaro Calcio 2023

 

 

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