P.S.Giorgio, tavoli tematici e incontri nei quartieri spariti dai radar del Pd. E nel 2027 si vota per eleggere il sindaco

PORTO SAN GIORGIO - Più di un anno fa il Pd a Porto San Giorgio aveva annunciato l'avvio di incontri nei quartieri e l'apertura di tavoli tematici con l'intento di coinvolgere i cittadini e non solo il tessuto economico, fatto principalmente di balneari e commercianti, nella individuazione di strategie per il rilancio di Porto San Giorgio. Tredici mesi sono passati e nulla è stato più fatto. Nel mentre il segretario Michele Amurri si è dimesso e Roberta Bonnano ha preso temporaneamente in mano le redini del partito fino al nuovo congresso cittadino.

Più di un anno fa il Pd a Porto San Giorgio aveva annunciato l’avvio di incontri nei quartieri e l’apertura di tavoli tematici con l’intento di coinvolgere i cittadini e non solo il tessuto economico, fatto principalmente di balneari e commercianti, nella individuazione di strategie per il rilancio di Porto San Giorgio. Tredici mesi sono passati e nulla è stato più fatto. Nel mentre il segretario Michele Amurri si è dimesso e Roberta Bonnano ha preso temporaneamente in mano le redini del partito fino al nuovo congresso cittadino. Una situazione di stallo, dunque, come in altri Comuni chiamati a rinnovare i vertici locali dem, se non fosse che a Porto San Giorgio si voterà nella primavera 2027 e il sindaco Vesprini sarà nuovamente della partita. Toccherà al Pd rincorrere un’altra volta il centrodestra. L’unica incognita è legata a ciò che potrebbe accadere a Fermo dove si voterà tra tre mesi ed i partiti non hanno ancora espresso il loro candidato. Quello che avverrà qui, infatti, sarà molto probabilmente replicato anche nella città costiera. Tradotto: un candidato sindaco civico a cui si affiancherà magari quello scelto da FdI, Fi, Lega, Noi Moderati, salvo poi trovare un’intesa al ballottaggio.

Di fronte a questa prospettiva, il Pd non ha altra strada che cominciare da subito a creare l’alternativa a Vesprini, sia sul piano programmatico che della figura chiamata ad incarnarlo. Se è vero che i tempi della politica sono spesso così rapidi da “fagocitare” tutto e rimettere sempre quel tutto in discussione, altrettanto vero è che gli elettori, e non solo i simpatizzanti, vanno legittimamente coinvolti nelle decisioni e nella costruzione di una alternativa. E’ l’unico modo per tentare di richiamare alle urne tutti coloro che non credono più alla politica ed ai partiti ed hanno dato vita, loro malgrado, al vero partito che oggi conta più di tutti, quello degli astensionisti. Una volta rinnovate le cariche, dunque, il Pd non potrà più perdere tempo e soprattutto dovrà mantenere fede agli annunci uscendo allo scoperto ed accettando il confronto in piazza, nei quartieri o nei bar. Farlo con una bozza di programma in mano da implementare a seguito di uno scambio di idee con i cittadini, avendo chiaro quale debba essere il futuro della città. E nel farlo non potrà essere secondaria né la costruzione di una alleanza con altri simboli del centrosinistra che vorranno farne parte né l’individuazione del candidato o della candidata competitor di Vesprini. Peraltro in una cittadina come Porto San Giorgio le primarie appaiono quasi superflue. Non bastano un nome e cognome o un curriculum, chi viene scelto per rappresentare la città e i valori del centrosinistra avrà bisogno di tempo per raccontarsi e raccontare l’alternativa, per esporre le linee programmatiche e per cercare di fare breccia tra gli astensionisti con una proposta che non si rilevi essere il consueto libro dei sogni. Insomma ripartire da quell’annuncio di un anno fa: incontri nei quartieri e tavoli tematici. Approfittando del fatto che, peraltro, al netto del percorso seguito per la predisposizione del Pum che ha portato l’Amministrazione comunale ad organizzare quattro incontri nei quartieri, anche la giunta Vesprini ha disatteso uno dei punti programmatici con cui si era presentato all’elettorato. All’appello infatti mancano comitati e consulte. Sparito dai radar il ripristino del progetto “Consulta immigrati” che avrebbe dovuto sostituire la figura del consigliere comunale aggiunto. Si attende anche l’istituzione di una Consulta dello sport per favorire, c’è scritto ancora nel programma, «incontro ed organizzazione delle associazioni sportive cittadine». Tutto tace per quanto riguarda pure l’istituzione del Bilancio Partecipativo con il quale, dopo aver destinato una certa somma all’anno al bilancio «saranno i cittadini a scegliere le priorità di spesa su diversi progetti proposti dall’Amministrazione». Nulla è dato sapere dei Comitati di quartiere che avrebbero lo scopo, o forse dovremmo dire a questo punto che avrebbero avuto lo scopo, di favorire la partecipazione dei cittadini alle diverse problematiche della città.

Sandro Renzi

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti