Export e credito, i calzaturieri marchigiani fanno squadra

AZIENDE -Valentino Fenni, presidente delle sezione calzature di Confindustria Fermo: «Stiamo vivendo un Micam positivo, c’è una buona affluenza in fiera, visti i costi degli hotel, le Olimpiadi e l’incrocio degli eventi a Milano. Le prospettive, per essere rosee, hanno bisogno del supporto della regione e, lo dico con convinzione, di Simest sul credito. La fiera resta cruciale, ma poi fuori sta cambiando tutto a livello di distribuzione, coni negozi che chiudono e nuove realtà che emergono»

Export e credito, linea diretta per le Pmi: è stato un successo l’incontro organizzato da Confindustria Fermo, all’interno del padiglione 1 del Micam di Milano, l’incontro che ha visto protagonisti la Regione Marche, con l’assessore alle Attività Produttive Giacomo Bugaro, e Simsest Spa, con la Senior specialist relazioni esterne Federica Ingrosso.

Ad aprire l’incontro, moderato dal giornalista Vittorio Bellagamba, è Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici: «Il Micam è la piattaforma internazionale più importante per il comparto. Su 12,82 miliardi di export, la maggior parte vengono esportate. Finalmente tornano ad aumentare le quantità, servono le paia da produrre. Per la prima volta un segnale in controtendenza, come quello della Germania dopo anni di calo. La fiera stessa sta cambiando, evolvendo perché i buyer non mancano, ma restano meno tempo e quindi vogliamo agevolare i loro percorsi».

Per il presidente di Confindustria Fermo, Fabrizio Luciani «le associazioni hanno il compito di ascoltare gli imprenditori e trovare soluzioni. Lo facciamo insieme con Macerata e Ascoli Piceno, che sono il cuore della produzione internazionale di calzature. E lo facciamo creando anche momenti di formazione come questo  all’interno del Micam».

Il tutto con il supporto della Camera di Commercio delle Marche e dell’azienda speciale Linea, guidata da Francesca Orlandi: “Parlare di export e credito significa parlare di futuro, di made in Marche. come azienda speciale siamo al fianco delle aziende, che stanno affrontando una fase complessa: gli ordini non sono fermi, ma ottenerli è più difficile, bisogna agire anche come sistema. Non bisogna parlare solo di diversificare i mercati, ma di consolidarli. L’export è una sfida collettiva che noi viviamo supportando, ad esempio, 18 fiere internazionali del settore moda”.

IL TALK

Senior specialist relazioni esterne, Federica Ingrosso, ha spiegato come Simest può aiutare le imprese: «Per ogni impresa noi siamo un partner strategico per l’internazionalizzazione. Supporto e accompagnamento sono due azioni che garantiamo sul lungo periodo, non si parla di un semplice finanziamento ma di un vero  accompagno nel mondo: dalla prima fase di valutazione di un nuovo mercato, fino all’investimento più strutturato, come può essere la  partecipazione nel capitale sociale di imprese all’estero».

Rivendica l’essere di supporto  in particolare alle piccole e medi imprese: «Il 70% delle risorse va all’internazionalizzazione dei piccoli. Noi forniamo un pacchetto di strumenti: finanziamenti agevolati con strumenti per la digitalizzazione e la sostenibilità, il tutto con un costo molto basso, parliamo dello 0,3% di tasso di interesse. E poi investimenti partecipativi, supporto credito all’export, strumenti per la formazione e l’innovazione tecnologica. Con Sace supportiamo anche il rafforzamento l’export e la competitività» prosegue Ingrosso.

Simest guarda con attenzione alle fiere. «Sono uno strumento fondamentale. È il primo gradino dell’internazionalizzazione. Ma non bastano. Per rendere la presenza strutturata, dobbiamo completare il percorso di internazionalizzazione. Penso al supporto per aprire strutture commerciali all’estero: finanziamo locali, personale. E poi c’è lo sviluppo dell’e-commerce, supportando piattaforme e accordi con i marketplace. Supportiamo la certificazione del prodotto e le consulenze. Tutto questo dopo aver studiato il mercato, analisi Swat».

Per l’assessore Giacomo Bugaro, Simest è «un partner essenziale, tanto che ha anticipato di aver già parlato con il presidente dell’Ice per organizzare una giornata nelle Marche, entro aprile, proprio con Simest e Sace dedicata al mondo imprenditoriale. La Giunta Acquaroli ha inaugurato il metodo di lavoro che parte dalla concertazione con chi va realmente sui mercati. Mettiamo a disposizione risorse e linee guida, ma vanno tarate con chi le usa. Noi poi dobbiamo occuparci di  garantire infrastrutture, penso all’aeroporto, che deve diventare un perno della logistica delle imprese: stiamo trattando dodici nuove destinazioni. Ci vuole pazienza, ma l’obiettivo è vicino».

La Regione Marche è impegnata su più fronti di supporto. Uno è la Zes: «Ancona non è stata compresa bene, andremo sul territorio per renderla operativa e far capire il potenziale. Non si può perdere tempo quando ci sono di mezzo ingenti risorse. E poi c’è l’intelligenza artificiale: abbiamo creato un pool di lavoro per renderla funzionale alle esigenze del nostro sistema economico» ribadisce l’assessore.

 

I PRESIDENTI CALZATURIERI

Il sistema moda fa squadra, la conferma arriva da Riccardo Achilli, Marta Ubaldi e Valentino Fenni, presidenti delle sezioni calzature di Confindustria Macerata, Ascoli e Fermo  

«Il Micam ci aiuta a intercettare i mercati esteri, cerchiamo rapporti anche con chi sta emergendo, come la Polonia. La fiera resta un luogo di confronto imprescindibile. Soprattutto oggi che si vedono segnali positivi: il 2024 si era chiuso con un -10%, il 2025 on un -4, il 2026 deve essere l’anno della stabilità» esordisce Achilli.

Aggiunge Marta Ubaldi, nuova generazione alla guida di Pantofola d’Oro: «Export non è solo vendere prodotti all’estero, ma costruire una presenza strutturata. Servono strumenti, visione e supporto istituzionale. Non viviamo una situazione negativa, ma selettiva. Il mercato  premia chi innova. Stiamo vedendo un po’ di luce».

La conclusione è di Valentino Fenni: «Stiamo vivendo un Micam positivo, c’è una buona affluenza in fiera, visti i costi degli hotel, le Olimpiadi e l’incrocio degli eventi a Milano. Le prospettive, per essere rosee, hanno bisogno del supporto della regione e, lo dico con convinzione, di Simest sul credito. La fiera resta cruciale, ma poi fuori sta cambiando tutto a livello di distribuzione, coni negozi che chiudono e nuove realtà che emergono».

 


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