di Paola Eleuteri
Grande successo ieri ad Amandola per il Banchetto medievale organizzato dal Centro Studi Dinos con il patrocinio del Comune. Madonne e messeri hanno banchettato nelle sale appositamente addobbate della Casa del Parco, un palazzo antico situato nel centro del paese.
«Un sogno coltivato da tanto tempo che si è avverato» racconta, sorridente, Paolo Staffinati, giovane presidente dell’associazione.
Circa quaranta commensali, di cui alcuni in abiti d’epoca provenienti da paesi limitrofi, hanno fatto un tuffo nei sapori medievali gustando le “imbandigioni” preparate dalla cuoca Eleonora Recanati seguendo le ricette di maestro Martino.
Le tavolate allestite con frutta fresca ed essiccata, edera, alloro e rami di profumato mandorlo in fiore, il simbolo della città di Amandola, da cui la derivazione leggendaria del nome.
L’atmosfera del pranzo è stata resa ancor più incantata dalle musiche di Giulietta Natalucci, in arte Runark, con le armoniose melodie dell’arpa e della ghironda.
«Un evento entusiasmante e da ripetere anche in una prossima sera d’estate – il commento di un comprensibilmente soddisfatto sindaco Adolfo Marinangeli nel ringraziare i presenti e l’associazione Dinos «che si sta molto impegnando per la promozione culturale del paese con convegni, presentazione di libri, passeggiate turistiche tra le bellezze artistiche dei vicoli amandolesi, visite guidate alle opere del museo e spiegazione delle pergamene custodite nell’archivio storico».
Un omaggio ad Amandola e al suo passato è arrivato anche in una recente conferenza dove è stato coinvolto il paese limitrofo di Sarnano con cui esiste una proficua collaborazione culturale. Entrambi i Comuni hanno origini medievali e furono costituiti dal cardinale Paltrinieri nella stessa data del 1 giugno 1265. A suo tempo Sarnano si delineò istituzionalmente con un assetto popolare-democratico che decise di lasciare fuori dalle mura i signori, mentre Amandola scelse un modulo di governo aristocratico che integrò i signori del territorio che investirono in cultura, arte, bellezze architettoniche e crearono rapporti con casati limitrofi.
Per entrambi i paesi nessuna discriminazione per i meno abbienti e massimo rispetto tra classi. Un vantaggio in più però per Amandola e una signorilità, di cui ancora oggi si parla, che viene riconfermata con l’elevazione a città da parte del Papa Gregorio XVI.
Turismo, tradizioni e cultura sono i pilastri su cui Amandola punta fortemente per il rilancio di un territorio che ha grandi potenzialità e per alimentare il grande spirito comunitario e collaborativo che anima le tante associazioni presenti nel paese.
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