Pedaso, Berdini rompe il silenzio: «La crisi è stata un pretesto, mi ricandido»

POLITICA - Attraverso una lettera aperta inviata ai cittadini di Pedaso, l’ex sindaco Vincenzo Berdini spiega le ragioni che hanno portato alla caduta anticipata dell’Amministrazione comunale, chiarisce i passaggi della vicenda politica e amministrativa, ringrazia chi gli è rimasto al fianco e annuncia la propria ricandidatura alle elezioni di maggio

Attraverso una lettera aperta inviata ai cittadini di Pedaso, l’ex sindaco Vincenzo Berdini spiega le ragioni che hanno portato alla caduta anticipata dell’Amministrazione comunale, chiarisce i passaggi della vicenda politica e amministrativa, ringrazia chi gli è rimasto al fianco e annuncia la propria ricandidatura alle elezioni di maggio.

Il mandato si è concluso con un anno di anticipo rispetto alla naturale scadenza del 2027 a seguito delle dimissioni di sei consiglieri, che hanno determinato lo scioglimento del Consiglio e il commissariamento dell’Ente.

«Una decisione che – sottolinea Berdini – priva la comunità di stabilità amministrativa in un momento cruciale, con il bilancio non ancora approvato e opere strategiche in corso, tra cui il nuovo Polo Scolastico, la cui apertura a settembre potrebbe essere a rischio».

Al centro della crisi, la lottizzazione ‘Siri’, area edificabile individuata dal Prg nel 2001, adottata nel 2017 e approvata nel 2018 con voto unanime del Consiglio comunale (anche di chi oggi la contesta). Nel 2025 il proponente ha ripresentato un progetto identico per superfici e volumetrie, introducendo però opere pubbliche aggiuntive per circa 180mila euro (tra cui recinzione, strada e marciapiedi a servizio del Polo Scolastico) a proprie spese e con cessione al Comune. Berdini ricostruisce, quindi, lo stallo in Giunta nato dalla sua astensione al voto per trasparenza amministrativa nel rispetto della legge (suo figlio è titolare di una società edile e potrebbe avere interesse all’acquisto di un lotto, proposto in vendita dal lottizzante ai principali costruttori della zona) e conseguente rinuncia al voto del suo ex vicesindaco Galasso. «Dopo essermi astenuto dalla votazione per evitare ogni possibile strumentalizzazione – spiega Berdini – la delibera non è stata approvata per mancanza del numero legale».

«L’ex vicesindaco riconosceva che la lottizzazione era tecnicamente corretta, ma decideva comunque di abbandonare l’aula e dichiarare solo per conferenza stampa le sue dimissioni, mai formalizzate. Sono seguite, quindi, la revoca del vicesindaco e le dimissioni contestuali di sei consiglieri, formalizzate in tempo utile per il voto di maggio».

«La sequenza dei fatti parla da sola» afferma Berdini, che definisce la lottizzazione il “pretesto perfetto” per una scelta politica che ha interrotto l’esperienza amministrativa. Nel ribadire di aver sempre operato nell’interesse esclusivo della comunità (ricordando di non aver mai percepito lo stipendio da sindaco dal 2017) Berdini ringrazia i consiglieri rimasti fino alla fine per lealtà e senso di responsabilità. Infine, l’annuncio della sua ricandidatura a maggio chiedendo ai cittadini di Pedaso di scegliere quale modello di amministrazione desiderano per il futuro del paese. «Io – conclude – Continuerò a metterci la faccia».


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