Truffatori telefonici nel mirino dei carabinieri: due denunce. Raggiri per un totale di oltre 33mila euro

DENUNCE - A Fermo I militari della locale Stazione Carabinieri hanno denunciato un bergamasco di circa 40 anni. L’uomo, utilizzando la tecnica dello spoofing telefonico e fingendosi un operatore dell’ufficio frodi di un istituto di credito, ha fornito alla vittima, una donna di Fermo, istruzioni telefoniche riuscendo a farsi accreditare la somma di 32.400 euro sul proprio conto corrente postale. Denunciato anche un ragazzo di circa 20 anni campano, il quale si sarebbe reso responsabile del reato di truffa ai danni di un residente di Santa Vittoria in Matenano

di redazione CF

I Carabinieri del Comando provinciale di Fermo hanno intensificato l’attività di repressione dei reati informatici, concentrandosi sulle truffe telefoniche. A conclusione di specifici accertamenti, due persone sono state denunciate.

Le indagini, condotte dai militari delle Stazioni Carabinieri di Fermo e Santa Vittoria in Matenano, hanno permesso di identificare i responsabili di due distinte frodi.

Nel primo episodio, è stato denunciato un ragazzo di circa 20 anni campano, il quale si sarebbe reso responsabile del reato di truffa ai danni di un residente di Santa Vittoria in Matenano. Il truffatore, spacciandosi per la figlia dell’anziana vittima, ha contattato quest’ultima tramite messaggi telefonici, richiedendo un aiuto economico per fare fronte al riferito smarrimento del proprio telefono cellulare, ottenendo così la somma di 980 euro, versata tramite postepay a lui riconducibile, per poi rendersi irreperibile.

A Fermo invece, i militari della locale Stazione Carabinieri hanno denunciato un bergamasco di circa 40 anni. L’uomo, utilizzando la tecnica dello spoofing telefonico e fingendosi un operatore dell’ufficio frodi di un istituto di credito, ha fornito alla vittima, una donna di Fermo, istruzioni telefoniche riuscendo a farsi accreditare la somma di 32.400 euro sul proprio conto corrente postale.

Immediate le verifiche che hanno consentito di bloccare una parte della somma erogata, ovvero 15.500 euro. Leattività investigative hanno portato all’identificazione dei responsabili; in tal senso si richiama l’attenzione alle linee guida che l’Arma dei Carabinieri ha pubblicato sul proprio sito istituzionale per informare e tutelare i cittadini contro la criminalità in rete. I consigli sono reperibili a questo sito.


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