Drone esploso sulla “Palma” a Dubai. La testimonianza di Michela Dioguardi: «Qui tensione e prudenza ma fiducia totale negli Emirati»

CRISI - Il racconto della fermana (è originaria di Servigliano) che vive a Dubai dal 2016. Sabato nel tardo pomeriggio un drone è esploso a Palm Jumeirah, non lontano dalla sua abitazione. «Sentire un’esplosione così vicina a casa colpisce. Finché certe notizie restano lontane sembrano irreali. Quando accadono a pochi chilometri da te, cambia la percezione». Nei prossimi giorni Michela e la sua famiglia seguiranno le indicazioni ufficiali, limitando gli spostamenti non indispensabili. «Vivremo con prudenza, ma senza cambiare radicalmente la nostra quotidianità. Dubai ha sempre dimostrato resilienza e capacità di controllo»

Michela Dioguardi a Dubai

di redazione CF

«L’atmosfera è cambiata nelle ultime ore. Non c’è panico, ma una consapevolezza diversa». Michela Dioguardi, fermana (è originaria di Servigliano), vive a Dubai dal 2016, dove ricopre il ruolo di Head of Middle East & Egypt per Tui, uno dei principali operatori turistici internazionali. E da lì, contattata dalla redazione di Cronache Fermane, racconta l’atmosfera che si sta vivendo dopo gli attacchi Usa all’Iran e quelli iraniani nell’area del Golfo.

Sabato nel tardo pomeriggio un drone è esploso a Palm Jumeirah, non lontano dalla sua abitazione. «Sentire un’esplosione così vicina a casa colpisce. Finché certe notizie restano lontane sembrano irreali. Quando accadono a pochi chilometri da te, cambia la percezione» racconta alla redazione di Cronache Fermane.
Gli attacchi iraniani, in risposta a quelli Usa, che stanno interessando, si diceva, l’area del Golfo hanno inevitabilmente alzato il livello di allerta. Il Consolato italiano ha invitato i connazionali a mantenere alta l’attenzione e, se possibile, a limitare gli spostamenti non necessari.

L’aeroporto di Dubai è stato temporaneamente chiuso e diversi voli sospesi per motivi di sicurezza. «È stato il primo segnale concreto dell’impatto della crisi – spiega Michela Dioguardi – Nel settore travel lo abbiamo percepito immediatamente. Tuttavia, la capacità di reazione qui è rapidissima e altamente organizzata».

«In città – aggiunge Dioguardi – si percepiscono maggiore vigilanza e una presenza rafforzata delle misure di sicurezza. Con gli altri italiani ci sentiamo molto. C’è preoccupazione, soprattutto tra chi ha figli, ma anche grande fiducia nelle istituzioni locali».

A suo figlio di 8 anni, Dioguardi ha spiegato quanto sta accadendo con parole semplici: «Gli ho detto che nel mondo a volte ci sono tensioni tra Paesi, ma che noi siamo in un luogo protetto. I bambini percepiscono l’ansia degli adulti, quindi è importante trasmettere calma».

Nei prossimi giorni Michela e la sua famiglia seguiranno le indicazioni ufficiali, limitando gli spostamenti non indispensabili. «Vivremo con prudenza, ma senza cambiare radicalmente la nostra quotidianità. Dubai ha sempre dimostrato resilienza e capacità di controllo».
Il timore è che le tensioni regionali possano protrarsi «ma la sensazione diffusa è che gli Emirati Arabi Uniti sapranno gestire la situazione con la consueta efficienza. Si vive con attenzione, ma senza paura. Qui la sicurezza è una priorità assoluta. E questo oggi fa la differenza».


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