Mercoledì 25 febbraio si è riunito il consiglio provinciale e, tra i punti all’ordine del giorno, è stata discussa una variazione di bilancio apparentemente tecnica ma, per i consiglieri di opposizione Riccardo Strappa e Manolo Bagalini, contenente un passaggio di grande rilevanza politica e amministrativa.
«La Provincia ha infatti rinunciato a un finanziamento di 3,2 milioni di euro destinato alla sede di viale Trento dell’Itet “Carducci-Galilei”, interessata da un intervento di miglioramento sismico. L’opera era stata inizialmente finanziata con fondi Sisma, successivamente integrati con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Dopo l’avvio dei lavori, tuttavia, sono emerse difformità strutturali legate alla vetustà dell’edificio, rendendo necessaria una variante complessiva del progetto che, ad oggi, non è ancora nella piena disponibilità dell’Ente. Questo ha comportato lo slittamento dei lavori oltre la scadenza del 31 marzo prevista dal Pnrr e, di conseguenza, la rinuncia al finanziamento. Il cantiere sarebbe fermo da mesi – si legge nella nota dei due consiglieri – e a pagarne le conseguenze sono soprattutto gli studenti, i docenti e tutto il personale scolastico. Attualmente l’istituto è distribuito su due plessi e, nella sede principale, si convive quotidianamente con un cantiere aperto, con numerose aule indisponibili e una forte limitazione della didattica laboratoriale. Un’intera ala dell’edificio è inutilizzabile e, per il prossimo anno scolastico, si prospetta il trasferimento di ben 12 classi al Fermo Forum».
«In Consiglio, il presidente Ortenzi ha spiegato che la rinuncia ai fondi Pnrr è stata necessaria per richiedere la copertura finanziaria attraverso i fondi Sisma. Come gruppo di minoranza, però, ci chiediamo perché la parte politica abbia atteso così a lungo la redazione della variante, lasciando trascorrere mesi preziosi senza una soluzione concreta. Secondo quanto dichiarato dal presidente, la ripartenza dei lavori dovrebbe avvenire tra maggio e giugno. Resta però l’incertezza legata alla decisione dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, che dovrà stabilire se concedere o meno il finanziamento necessario a coprire la quota precedentemente garantita dal Pnrr, e se questo finanziamento non venisse erogato, che ne sarà dell’istituto e di tutti i suoi utenti? La provincia ha un piano B? Si poteva fare meglio? Secondo noi sì. L’Itet, purtroppo non ha oggi prospettive chiare: continuerà a perdere spazi fondamentali, con inevitabili ripercussioni sulla qualità della didattica e sull’organizzazione scolastica. In questo contesto, torna di stretta attualità la necessità di realizzare un nuovo polo per il liceo Classico nell’area di largo don Gaspare Morello. Le risorse sono disponibili da anni, l’adeguamento del prezzario è stato previsto, ma del progetto definitivo non vi è ancora traccia e la realizzazione continua a slittare. Quella sarebbe stata, ed è tuttora, l’unica soluzione strutturale per evitare il trasferimento annuale di 12 classi al Fermo Forum, con tutte le criticità che questo comporta per studenti, famiglie e personale scolastico».
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