Sul taglio e le ridistribuzioni dei paesi montani, si è espresso il consigliere regionale del Pd Fabrizio Cesetti: «Senza una revisione della legge varata dal governo nazionale circa i criteri di classificazione dei Comuni Montani, le Marche verranno drammaticamente penalizzate. E quindi ritengo molto grave che martedì scorso il centrodestra abbia impedito il voto di una mozione proposta dalla minoranza che intendeva impegnare la giunta Acquaroli ad agire tempestivamente in tal senso in tutte le sedi istituzionali competenti. Grave, ma non sorprendente, perché la verità è che la Regione Marche, in Conferenza Stato Regioni, aveva già votato favorevolmente a quella legge “ammazza-aree interne”. Dunque, giunta e maggioranza non ci prendano in giro con i loro giochetti, e soprattutto non prendano in giro i Comuni e i cittadini, sostenendo che il presidente si sta attivando per modificare quei criteri, perché semplicemente non è vero e non possibile».
«Il presidente – continua l’esponente Dem – doveva e poteva fare solo una cosa: esercitare le prerogative previste dall’articolo 127 comma 2 della Costituzione, che conferisce alle Regioni il potere di impugnare leggi o atti aventi valore di legge dello Stato di fronte alla Corte costituzionale entro 60 giorni dalla pubblicazione, se si ritiene che tali norme ledano direttamente la propria sfera di competenza o, indirettamente, le attribuzioni degli enti locali, da cui derivi, come in questo caso, una compressione dei poteri della stessa Regione. Invece Acquaroli non lo ha fatto, i 60 giorni sono trascorsi da un pezzo e questa opportunità, l’unica a dire il vero per ripristinare lo status di comune montano alle 29 amministrazioni marchigiane a cui è stato negato, è stata persa definitivamente. Aggiungo che esiste una legge regionale, la n. 4 del 2007, che addirittura consente al Consiglio delle Autonomie Locali (Cal) di segnalare alla Regione Marche eventuali lesioni dell’autonomia locale da parte di leggi e provvedimenti statali, al fine di promuovere questioni di legittimità o di conflitti di attribuzione davanti alla Corte costituzionale».
«Le chiacchiere quindi stanno a zero – conclude Cesetti – per l’ennesima volta, la cosiddetta filiera istituzionale del centrodestra si è dimostrata non solo inefficace, ma addirittura dannosa per le Marche, specialmente per le comunità delle aree interne. Sì, perché a subire gli effetti negativi di questa nuova legge del governo Meloni saranno le nostre imprese, specialmente quelle agricole che non potranno più godere delle agevolazioni previste, i cittadini, che subiranno un ulteriore taglio dei servizi essenziali, docenti e studenti con le rispettive famiglie, visto che si accelererà la chiusura dei plessi scolastici, i Comuni, che subiranno un ridimensionamento dei fondi per prevenire il dissesto idrogeologico e verosimilmente subiranno un ulteriore spopolamento».
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