Murri, il consiglio di Massucci (Iv) a Calcinaro: «La soluzioni arrivi da una convergenza di proposte»

FERMO - L'analisi del rappresentante di Italia Viva: «Propizio è lo stimolo che arriva dall'assessore, ma crediamo che la soluzione debba arrivare da una convergenza di proposte, che senza alcuna meraviglia, potrebbero arrivare congiuntamente dalle parti politiche che si sono proposte al governo della città e dalle parti istituzionali, sanitaria e sociale, che ora sono presenti a Fermo (Ast, Inrca e Ambito Sociale)»

Gaetano Massucci

«Sono colpito positivamente dall’impegno che Paolo Calcinaro, assessore regionale alla Sanità, sta mettendo negli ultimi tempi, soprattutto con ampia diffusione sui social, per individuare nel miglior modo il ruolo dell’ospedale Murri di Fermo in vista dell’apertura (quando sarà?) del nuovo ospedale a Campiglione. Prima di adesso mai analisi e confronti istituzionali da parte di Calcinaro sindaco, ora c’è fretta e il destino dell’ospedale Murri potrebbe essere definito rapidamente, sceso dall’alto in forma troppo perentoria, indiscussa ed indiscutibile». Inizia così, con queste parole l’analisi di Gaetano Massucci, rappresentante di Italia Viva-Casa Riformista che di recente ha aderito alla coalizione di centrosinistra Fermo Città Comune in vista delle prossime elezioni comunali proprio nella città capoluogo di provincia.

Ma torniamo alla disamina di Massucci: «Fra pochi mesi Fermo avrà una nuova amministrazione che fra le tante incombenze avrà anche l’impegno di dare un futuro positivo al Murri, struttura che rimarrà parte fondamentale di una città che mira ad essere compatta e sostenibile. Certamente il Murri dovrà continuare con la sua vocazione sanitaria e sociosanitaria, ma dovrà essere riorganizzato con una visione tecnica e politica, frutto di idee e confronti fra portatori di interessi che definiscano le priorità di gestione. Propizio è lo stimolo che arriva dall’assessore, ma crediamo che la soluzione debba arrivare da una convergenza di proposte, che senza alcuna meraviglia, potrebbero arrivare congiuntamente dalle parti politiche che si sono proposte al governo della città e dalle parti istituzionali, sanitaria e sociale, che ora sono presenti a Fermo (Ast, Inrca e Ambito Sociale). Questo è il percorso auspicabile perché, in modo condiviso e quindi il meno conflittuale possibile, Fermo non rimanga un modello statico ma possa diventare una città che si evolve per affrontare le sfide della inclusione, della coesistenza di diverse funzionalità, della convivenza e della qualità della vita sociale, anche con la giusta attenzione a tutto il territorio fermano. Per ricevere i like ci sarà tempo. Se le scelte saranno buone e, soprattutto, condivise non mancheranno e noi saremo i primi a congratularci con la nuova amministrazione della città di Fermo».

 


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