
Il comune di Campofilone
Il Comune di Campofilone dice stop ai ricorsi.Pomo della discordia? L’accesso agli atti pubblici. E’ quanto ha deciso il commissario prefettizio Valerio Giuseppe Di Rollo, coadiuvato nella gestione dell’ente valdasino, dall’avv. Carlo Popolizio, dirigente contabile della Prefettura. Sfogliando l’albo pretorio balza agli occhi infatti la delibera con cui si è messa fine, per ora, ad una vicenda che si trascina da 3 anni, ovvero da quando una società presentò formale istanza per installare una stazione radio base per la telefonia a Borgo San Patrizio. Alla richiesta di occupare il suolo pubblico il Comune rispose negativamente vista la presenza di un divieto di transito lungo la strada Molino che avrebbe dovuto condurre all’antenna e vista anche la necessità di mettere in sicurezza un tratto stradale. Neanche la richiesta di una autorizzazione in deroga, stando a quanto riporta la delibera, fu accolta dall’ente che rimarcava al contempo la necessità di tutelare la sicurezza stradale e l’incolumità pubblica.
Ne era scaturita una battaglia legale finalizzata ad ottenere anche l’accesso agli atti con particolare riferimento ai lavori di sistemazione della strada che sarebbero dovuti partire. I documenti messi a disposizione dal Comune non sono però bastati per evitare il quarto ricorso presentato al Tar nel mese di ottobre dalla società per ottenere questa volta anche l’annullamento di alcuni atti precedenti. Nel mentre, il tribunale amministrativo ha nominato anche un commissario ad acta che avrebbe dovuto esibire i documenti richiesti dal privato. La gestione commissariale ha dunque scelto un’altra strada, decidendo di non resistere innanzi al Tar, vista anche la «cospicua mole di documenti e chiarimenti inviati» alla parte ricorrente, si apprende ancora dalla delibera e tenuto conto «dell’esito non favorevole al Comune dei precedenti giudizi». Quanto basta per spingere la gestione commissariale Di Rollo-Popolizio a sospendere ogni altra iniziativa nel caso di specie per non gravare ancora sulle casse comunali con ulteriori spese legali, garantendo al contempo l’accesso agli atti come richiesto, nella consapevolezza che il Comune debba essere una sorta di “palazzo di cristallo” per i cittadini.
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